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“Come difendere i nostri figli dalle devianze della rete”

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Riceviamo e pubblichiamo – In tutto il mondo, gli adolescenti hanno accesso, attraverso pc e telefonini, al web e a tutto quello che essi mettono a disposizione: internet, posta elettronica, social networks, blogs, giochi.

I giovani sono in grado di sfruttare tutte le opportunità che Internet offre – strumento di interazione sociale – pubblicando racconti, condividendo idee, scambiandosi foto e video, messaggiando gli amici per non perdersi mai di vista durante l’intera giornata, giocando online.

Tanti i vantaggi e tante le opportunità che internet e le nuove tecnologia forniscono, consentendo ai giovani e giovanissimi la possibilità di accostarsi a informazioni, notizie e curiosità in tempo reale, rendendo quindi possibile una comunicazione e una reciprocità globale formidabile. Non solo, internet è anche uno speciale strumento ludico.

I ragazzi infatti utilizzano computer e telefonino, anche per divertirsi con i videogames. Ma proprio i giovani e giovanissimi sono quelli maggiormente esposti al rischio di manipolazioni della loro sfera più intima e privata.

Quali allora i rischi che gli adolescenti possono correre se gli strumenti e la rete non sono usati consapevolmente? Come intervenire senza per questo ledere la loro libertà di conoscenza, di divertimento ed interazione con il mondo?

La diffusione dei videogiochi è un fenomeno socio-culturale ed economico di notevole interesse.

La letteratura specializzata sull’argomento, sia a livello nazionale ed ancor più a livello internazionale, già da tempo propone pubblicazioni specifiche attraverso le quali vengono presentati i dati in merito alla loro diffusione, così come i vantaggi, i pericoli e gli ambiti applicativi terapeutici che possono avere queste forme ludiche di intrattenimento elettronico ed interattivo.

Certamente, sia a livello istituzionale che da parte delle agenzie sociali (famiglia, scuola), l’interesse di studio e ricerca è unanime: i videogiochi fanno bene o no?

Non sempre internet tutela la privacy, con possibili devastanti conseguenze sui minori, derivati dalla diffusione delle immagini sul web: fotografie scattate o video girati per uso personale che finiscono sulla Rete e possono essere usati, magari montati ad arte, per qualunque scopo.

Gli stessi contenuti delle chat e lo scambio di e-mail possono esporre i più giovani a situazioni pericolose, si pensi alla facilità con cui si possono rilasciare informazioni circa il proprio indirizzo, attività, interessi, confidenze, a chi può facilmente presentarsi con un’altra identità e/o che può cambiarla con estrema facilità, per scopi non leciti.

La cronaca e l’esperienza di numerosi ragazzi e ragazze hanno evidenziato questo aspetto, ed in particolare si è osservato che l’uso della rete attraverso social networks e blogs può sfociare nel fenomeno del cyberstalking.

Minori e adolescenti hanno diritto ad un’esperienza on line sicura e positiva. Il Csc – Centro per gli Studi Criminologici e il La Pec, Laboratorio Permanente Esame e Controesame e Giusto Processo, Sezione Tuscia, hanno inteso portare all’attenzione del pubblico questi argomenti nell’ambito del festival Medioera 2012 , il 20 luglio alle 18 nella Sala Regia del Palazzo dei Priori a Viterbo.

Interverranno:

Antonella Pomilla, Psicologo Clinico, Criminologo, Esperto in psicodiagnostica, dottoranda di ricerca in psichiatria presso “Sapienza” Università di Roma
Paolo D’Orazio, ispettore capo – Servizio polizia postale e delle comunicazioni Cncpo.

Saluti:
Rita Giorgi, responsabile scientifico del CSC
Giovanni Bartoletti, responsabile LA.P.E.C. sezione Tuscia

A condurre l’incontro Daniele Camilli.

Marcello Cevoli
Presidente


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