Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’ordinanza del sindaco di Tuscania che limita gli orari di transito per gli automezzi che trasportano materiali organici di risulta e regolamenta lo spargimento dei concimi e dei composti organici ad uso agricolo, il 19 luglio dovrebbe tenersi la riunione del tavolo tecnico per “fare chiarezza sul problema della puzza”.
Ecco tre domande che rivolgiamo al tavolo tecnico che, secondo quanto appreso dal comunicato del Comune di Tuscania, si terrà presso la Prefettura di Viterbo.
Sono invitati a partecipare i seguenti enti: Comune di Tuscania, Asl servizio igiene pubblica (SAL), Asl di Viterbo (SIPA), Arpa Lazio, Corpo Forestale dello Stato, Regione Lazio Area Rifiuti, amministrazione provinciale di Viterbo ufficio inquinamento atmosferico, assessore provinciale all’ambiente Paolo Equitani, dirigente ufficio Ambiente della Provincia di Viterbo Flaminia Tosini, Pietro Cucumile comandante polizia locale di Tuscania:
• Autorizzazioni (Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA) e accesso del pubblico all’informazione ambientale:
– Quali sono le autorizzazione concesse connesse al funzionamento dell’impianto di compostaggio di Tuscania e per lo smaltimento del compost?
– Queste autorizzazioni sono compatibili con i criteri di localizzazione fissato dal Piano dei rifiuti della Regione Lazio?
• Controlli sulle aziende operanti in Autorizzazione Integrata Ambientale:
– Quali sono le regole di funzionamento dell’impianto di compostaggio e della qualità del compost?
A chi compete controllare che il funzionamento dell’impianto di compostaggio avvenga nel rispetto della normativa vigente e quali controlli sono stati finora effettuati e con quali esiti?
• Adozione di sistemi di gestione ambientale:
– E’ possibile sollecitare il gestore dell’impianto di compostaggio ad adottare gli strumenti volontari EMAS (Eco-Management & Audit Scheme), per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale, e il Marchio di qualità dell’Ammendante Compostato promosso dal Consorzio Italiano Compostatori di cui il gestore è socio?
Siamo certi che, nell’interesse della collettività, stia a cuore a tutti i partecipanti al tavolo tecnico rispondere a queste domande e fare chiarezza su questo problema che, come purtroppo previsto e denunciato con forza da mesi fa dal Coordinamento 3T e da Italia Nostra, sta creando indicibili disagi e gravissimi danni a tutti gli abitanti e alla comunità tuscanese.
Coordinamento 3T (Tutela del Territorio di Tuscania Italia Nostra) sezione di Viterbo