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“Con Gigli rapporti ottimi…”

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Candido Socciarelli

Candido Socciarelli

– “Con Gigli rapporti ottimi, ma escludo di entrare nell’Udc”. “Santucci sindaco? Non lo voterei”. “Una ricandidatura di Marini? Perché no”.

Parlare di un riavvicinamento con Nando Gigli per Candido Socciarelli non è esatto. I rapporti, al di là della rottura politica di quattro anni fa, sono stati sempre ottimi. Di sicuro per l’esponente dei Popolari di Govanardi nel Pdl è da escludere un ingresso nell’Udc. Anche perché questo è un momento in cui la politica si muove velocemente e ad autunno il quadro potrebbe essere completamente diverso.

Socciarelli non interviene nemmeno sulla querelle Gigli-Santucci e traccia un ritratto del possibile candidato a sindaco Di Viterbo. Un identikit che sembra coincidere con la figura di Giulio Marini.

Come sono i rapporti con il consigliere regionale Nando Gigli?
“I miei rapporti con Gigli – afferma Socciarelli – sono sempre stati ottimi, al di là della divisione politica di quattro anni fa. Sul piano personale, siamo amici da oltre trenta anni e la politica non può rompere un rapporto così forte”.

C’è stato davvero un pranzo di ricongiungimento tra voi due?
“Sono fuori Viterbo da tre settimane e questo famigerato pranzo non c’è stato. Nell’ultimo anno con Gigli ci siamo visti e abbiamo scambiato qualche idea sul piano politico. I rapporti personali, ripeto, sono ottimi come prima della rottura”.

E sul piano politico invece?
“Per il ragionamento politico, vedremo in futuro che succede. Oggi c’è una grande confusione e quello che accadrà nei prossimi mesi lo sa solo Dio”.

Come giudica il contrasto che si è venuto a creare all’interno dell’Udc tra Gigli e Gianmaria Santucci?
“Beh – dice – questi sono problemi che non voglio affrontare. Sono cose che riguardano l’Udc quindi non entro nel merito di questa diatriba di cui ho peraltro ho solo sentito parlare. Non ne conosco i dettagli, quindi non do giudizi”.

Sarebbe disposto a entrare nell’Udc al fianco di Gigli?
“Mah- afferma scettico – direi proprio di no, perché non avrebbe senso. Mi pare anche che Casini stia facendo un’operazione di superamento dell’Udc quindi sarebbe assurdo. Per ora sto nel Pdl, poi vediamo. Viviamo in una fase di transizione molto forte. Ci sono tanti movimenti in atto e probabilmente la fotografia politica autunnale sarà completamente diversa da quella di oggi”.

Parlando delle amministrative del 2013, come valuta un’ipotetica candidatura a sindaco di Viterbo di Gianmaria Santucci?
“Credo Marini voglia concorrere di nuovo – dice glissando la risposta -. La maggioranza ultimamente è stata troppo in fibrillazione e non penso la cosa abbia soddisfatto il sindaco. Non gli ho parlato ultimamente, ma ma credo voglia ripresentarsi. I Popolari ci saranno. Abbiamo 55 consiglieri comunali in giro per la provincia, una trentina di assessori e alcuni sindaci. Non decido io in prima persona e sono abituato a mettermi intorno a un tavolo e ragionare, quindi vedremo.

Tanto dipende anche dall’evoluzione del centrodestra. E difficile dire cosa accadrà da qui a Natale. Bisogna vedere anche cosa vorrà fare Berlusconi. Se si reinventa Forza Italia, noi non ci saremo”.

Come mai?
“Perché sarebbe un passo indietro di venti anni. In politica invece bisogna andare sempre avanti”.

Però non ha risposto sulla candidatura di Santucci. Come la vede?
“Non lo so – afferma ridendo – se fa la sua lista, concorrerà come gli altri” .

Secondo lei è un candidato idoneo?
“Mah quello è un problema suo. Io ho altri obiettivi e altre candidature e non quella di Santucci. Certo è legittimo che si presenti, come tanti altri. Vuole sapere se gli darò il voto? – chiede ironico – Penso di no, perché ripeto ho altri obiettivi. Non lo do a lui come non lo darò a tanti altri. Il mio candidato a sindaco sarà di natura diversa”.

Ci può fare un identikit?
“Deve essere una persona con tanto tempo a disposizione. Ho sempre rimproverato a Giulio Marini, che è un amico, che non si può fare contemporaneamente il sindaco di Viterbo, il deputato e il coordinatore provinciale del partito. Sono funzioni completamente diverse e di grande prestigio, che per questo richiedono tempo. Chi vorrà fare il sindaco dovrà fare solo quello e stare a disposizione della gente dalla mattina alla sera. Dovrà essere una persona moralmente corretta e di grandi capacità politico-amministrative, con tanta esperienza alle spalle. Credo poco nelle avventure per cui chi non ha fatto niente viene buttato in pista a ricoprire grandi incarichi. Per me, servono cinque anni solo per capire la macchina amministrativa”.

Dove trovarla dunque una persona così?
“Probabilmente Giulio Marini ha queste capacità, se fa solo quello. Bisogna comunque vedere come riuscirà a costruire un accordo politico più generale. Oggi l’elettorato è abbastanza in movimento e i voti della gente vanno conquistati. Se ci sono le condizioni oggettive di un’alleanza con altre forze politiche e si fa una lista seria perché no. Il punto è che da soli non si vince perché il Pdl si è indebolito. Marini però è uno di quelli che ha acquisito esperienza politica e amministrativa negli anni e potrebbe sicuramente ben rappresentare un’area moderata. Bisogna comunque lavorare sulle alleanze”.

Anche l’Udc, per esempio…
“Nel caso si ripresentasse Marini e l’Udc fosse disponibile, sicuramente sì. O l’Udc o il partito che Casini andrà a fare, perché da qui a settembre credo voglia dare vita a un’aggregazione più ampia. Vediamo che succede”.

Oggi, alle Terme dei Papi, il sindaco Marini farà un bilancio dell’amministrazione dal 2008 a oggi. Lei come li giudica?
“E’ stato fatto tanto – dice -. Ho vissuto questa cosa dall’esterno e da cittadino dico che qualcosa in più si poteva fare”.

Per esempio?
“Mi riferisco al settore turistico-culturale. La nostra provincia e il comune stesso devono puntare su tre pilastri: il turismo, la cultura e l’ambiente. In questo senso qualcosa in più si poteva e si può ancora fare”.

All’interno del Pdl di recente ci sono stati molti scontri tra il coordinatore Marini e l’area dei 4oenni. Come giudica tutta questa vicenda?
“Credo non sia una bella cosa – afferma un po’ amareggiato -. In un momento in cui il Pdl è in grave difficoltà ci si mette a discutere su problemi poco concreti. Questioni più che altro di gestione e controllo del partito. Semplici valutazioni di potere perché chiaramente chi vince, sceglie le candidature. Non ci sto a quel tipo di ragionamento, anche perché il congresso in provincia di Viterbo lo hanno fatto solo una volta, quando io e Gigli eravamo in Forza Italia – ricorda sorridendo -. E’ stato l’unico congresso che ha fatto il partito di Berlusconi in tutta Italia, l’unico congresso serio. Gli altri sono stati fatti quasi tutti a tavolino”.

Cosa intende?
“Il Pdl non è un partito con lo schema degli schieramenti tradizionali o che abbiamo conosciuto tipo la Democrazia cristiana. Adesso ci sono partiti padronali, inventati da una persona. Uno o lo accetta o se ne va via. Ho provato una profonda delusione dal 2008 a oggi. Credevo che il Pdl con all’interno la destra storica potesse diventare un partito organizzato. Non è stato così e ne prendo atto, ma certamente non sono contento”.

Voi cosa farete?
“Noi daremo sicuramente il nostro contributo e da settembre inizieremo a lavorare. E’ un impegno civile che sentiamo e lo porteremo avanti. Vedremo come si evolvono le situazioni”.

Paola Pierdomenico


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