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Corruzione, Gianlorenzo non risponde al pm

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Paolo Gianlorenzo

Gianni Moscherini

Angela Birindelli

Angela Birindelli

E’ durato appena qualche minuto il colloquio di Paolo Gianlorenzo con gli inquirenti di Civitavecchia.

L’ex direttore del foglio locale “L’Opinione” si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pm Lorenzo Del Giudice.

E’ lui il magistrato che conduce l’inchiesta per corruzione sull’ex sindaco civitavecchiese Gianni Moscherini, sull’imprenditore Giuseppe Sarnella e sullo stesso Gianlorenzo.

Ma sul ruolo ricoperto dal giornalista, nell’ambito dei presunti accordi tra Moscherini e Sarnella, i suoi avvocati restano perplessi. “Non abbiamo ancora letto le carte – spiega Carlo Taormina, difensore di Gianlorenzo insieme al collega Massimo Meloni -. Ma non si comprende come il nostro assistito possa concorrere nel reato di corruzione con Moscherini e Sarnella. Aspettiamo ancora di capire quale possa essere stata la sua funzione, nell’accordo corruttivo di cui parla la Procura”.

Lo schema, in realtà, appare semplice. L’appalto delle terme, secondo gli inquirenti, sarebbe stato ceduto da Moscherini a Sarnella in cambio del finanziamento di parte della sua campagna elettorale. 50mila euro che, stando alle ipotesi dei magistrati, sarebbero stati girati dall’imprenditore ad alcuni giornalisti per guastare l’immagine di Pietro Tidei, sfidante di Moscherini alle amministrative.

Un sistema che non deve aver funzionato alla perfezione, dato che Tidei ha vinto le elezioni. Ma il meccanismo ricorda quello già individuato dalla Procura di Viterbo nella prima indagine per corruzione aperta su Gianlorenzo. Un fascicolo che parla di manganellate mediatiche in cambio di soldi. 18mila euro, per la precisione, che l’assessore regionale Angela Birindelli aveva deliberato di stanziare al giornale di Gianlorenzo per pubblicizzare iniziative del suo assessorato. Per questo si ritrova sotto inchiesta insieme al giornalista. Per concorso in tentata estorsione e corruzione. Sempre per via di una presunta macchina del fango che, partita dal giornale di Gianlorenzo, avrebbe dovuto colpire i nemici politici dell’assessora.

Questo sarebbe il ruolo che il pm viterbese Massimiliano Siddi attribuisce a Gianlorenzo. E se è vero, come da più parti si vocifera, che l’indagine civitavecchiese parte da quella di Viterbo, è legittimo pensare che tra le due inchieste ci sia più di un’analogia. Due senz’altro: i soldi e il manganello mediatico.


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