– Subornazione di testimone, a giudizio i genitori di Paolo Esposito.
Parte oggi il processo a Enrico Esposito e Maria Lorenzini.
I genitori di Paolo Esposito, condannato all’ergastolo per l’omicidio della sua convivente moldava Tatiana e della figlia 13enne Elena, compariranno questa mattina davanti al giudice del tribunale di Montefiascone (sezione distaccata di quello di Viterbo).
Subornazione di testimone l’accusa di cui sono chiamati a rispondere. In pratica, stando alle indagini del pm Renzo Petroselli, avrebbero cercato di volgere la deposizione di un teste in favore del loro figlio Paolo, durante il processo di primo grado in cui era imputato di duplice omicidio e occultamento di cadavere. Il testimone istigato a dire il falso sarebbe Augusto Pesci, membro del circolo An di Gradoli che aveva sede in un locale di proprietà degli Esposito. Pesci fu ascoltato dai giudici viterbesi riguardo al pick-up con cui, per l’accusa, potevano essere stati trasportati i corpi di Elena e Tatiana. Anche lui finì sotto inchiesta per favoreggiamento insieme ad altri due membri del circolo, ma l’indagine fu archiviata.
Il processo a Esposito si concluse con una condanna all’ergastolo sia in primo grado che in appello. E’ andata meglio ad Ala Ceoban, compagna dell’elettricista e sorella di Tatiana, passata dal carcere a vita agli otto anni in secondo grado per favoreggiamento.
Oggi tocca agli Esposito comparire in tribunale in veste di imputati. Ad assisterli, gli avvocati del figlio, Enrico Valentini e Mario Rosati.
Quello di oggi è il secondo procedimento riguardante i due anziani. L’altro sarebbe ancora fermo alla richiesta di rinvio a giudizio, che prelude alla fissazione dell’udienza.
L’ipotesi di reato, per i coniugi Esposito e il figlio Paolo, è violenza e minacce a pubblico ufficiale, per presunte pressioni sull’assistente sociale che si occupò dell’affido della loro nipotina a una donna bolognese.
Indagato anche l’avvocato Rosati per il quale, oltre a violenza e minacce a pubblico ufficiale, si ipotizza anche il favoreggiamento personale. Per il pm Franco Pacifici, il legale avrebbe avvicinato un fioraio per convincerlo a dire il falso, sempre per volgere la testimonianza a favore di Paolo Esposito.


