![]() Il sindaco di Montalto Sergio Caci |
Riceviamo e pubblichiamo – In risposta ai rilievi del consigliere di minoranza Salvatore Carai, pubblichiamo a scanso di equivoci i dati, forniti dal servizio finanziario, ed illustrati durante la conferenza del 13 luglio dall’assessore al Bilancio Tito Mezzetti, in merito allo stato finanziario dell’ente ereditato proprio dalla giunta Carai. A queste cifre vanno inoltre aggiunti i 39 milioni di Euro di Mutui accesi da chi ci ha preceduto, da estinguere entro il 2024, con una rata annua di 2 milioni e 900 mila euro.
La cosa più strana, tipicamente italiana, nel passaggio da una amministrazione comunale e quella che viene dopo, è la mancata previsione di un verbale di consegna che consenta, alla nuova amministrazione, di rendersi conto dello stato dell’arte all’atto dell’insediamento.
La situazione finanziaria ereditata dall’amministrazione Caci è a dir poco critica in quanto la giunta Carai, “non ha rispettato, nel corso degli anni, le più elementari norme in materia di contabilità pubblica” ed a rilevarlo non siamo noi, ma la Corte dei Conti, presso la quale siamo stati chiamati, in una udienza pubblica il 26 giugno scorso, per rispondere ai rilievi formulati dalla Corte stessa relativamente al Rendiconto del 2010.
E pensare che nell’immaginario collettivo il Comune di Montalto di Castro è considerato uno dei Comuni più ricchi d’Italia e invece, grazie all’azione dell’amministrazione Carai degli ultimi dieci anni, oggi è uno dei Comuni più indebitati d’Italia.
Il dato più preoccupante che emerge alla data odierna, è costituito dalla mancanza di liquidità per l’ente, per circa 5 milioni di euro, a fronte di impegni assunti per lo stesso importo negli anni 2010, 2011 e 2012.
Ecco i dati riscontrati dalla verifica effettuata:
• Debiti nei confronti dei fornitori a fronte di regolari determinazioni di impegni e liquidazioni di spese per gli anni 2010, 2011 e 2012: 5.125.840,09 euro (ciò sta a significare che sono stati effettuati lavori, acquistati beni e servizi e non possiamo pagare per mancanza di denari);
• Ricorso alle anticipazioni di tesoreria anno 2010 per 340 giorni su 365 per una media di circa 3 milioni e 900mila euro;
• Ricorso alle anticipazioni di tesoreria anno 2011 per 218 giorni su 365 per una media di circa due milioni di euro;
• Interessi passivi per scoperto di cassa pagati nell’anno 2010 83.536,06 euro;
• Interessi passivi per scoperto di cassa pagati nell’anno 2011 31.489,29 euro.
Pagamenti effettuati 2008 2009 2010 2011
Manutenzione verde pubblico 456.351,98 euro 804.209,29 euro 288.112,61 euro 200.956,78 euro
Manut. Pubblica Illuminazione 231.086,75 euro 186.152,10 euro 127.607,54 euro 248.358,98 euro
C.E.D. Compreso personale 193.712,70 euro 162.280,80 euro 254.090,21 euro 156.669,77 euro
Depurazione e fognature 920.406,06 euro 609.709,12 euro 565.229,82 euro 1.348.049,37 euro
Spese legali ( Impegnato ) 356.719,87 euro 284.026,41 euro 152.187,61 euro 262.783,95 euro
Spese manutenzione strade 512.199,90 euro 557.611,08 euro 390.571,36 euro 671.746,26 euro
Appare evidente, anche a chi è poco esperto di contabilità, come i costi sostenuti per i servizi rilevati, siano di molto superiori alla media in rapporto alla qualità dei servizi stessi. Cioè, a nostro giudizio, non c’è proporzione tra qualità e prezzo sostenuto. In una parola non si è attuato il principio della razionalizzazione della spesa, anche e soprattutto in considerazione delle difficoltà finanziarie in cui versa e versava l’ente.
La stella polare che deve guidare un’amministrazione rispettosa delle esigenze dei propri amministrati, deve essere il soddisfacimento dei bisogni e dei servizi della comunità attraverso la razionalizzazione degli interventi in modo da ottenere il massimo beneficio con il minor costo possibile. Questo è quanto si propone l’amministrazione Caci nella totalità dei suoi componenti.
Le cause che hanno determinato, come dice la Corte dei Conti, il “reiterato ricorso, per cospicui importi, alle anticipazioni di Tesoreria” sono stati determinati da:
• Truffa ai danni del Comune per circa un milione di euro (atranamente ancora non si è riusciti a quantificare con esattezza l’ammontare dell’ammanco e cosa ancora più strana la Corte dei Conti è stata soltanto in maniera approssimativa messa al corrente della cosa);
• Avanzi di amministrazione inesistenti e comunque non conseguiti applicati ai bilanci negli anni precedenti;
• Mancati introiti di partite per ruoli, affitti, rendite contributi ecc., relativi agli anni passati, per oltre 4 milioni di euro così suddivisi:
1. Canoni di affitto case Enel 2003/2009 253.860,15 euro;
2. Canoni affitti terreni e rendite varie 2004/2011 49.472,69 euro;
3. ICI 2006/2011 1.056.555,03 euro;
4. TOSAP 2007/2011 51.186,50 euro;
5. TARSU 2006/2011 499.905,46 euro;
6. Diritti fognari 2006/2010 781.797,48 euro;
7. Proventi acquedotto 2006/2010 496.778,97 euro;
8. Oneri urbanizzazione 501.559,88 euro;
9. Partite di giro 2005/2011 591.471,03 euro;
Totale 4.282.587,04 euro.
A questi vanno aggiunti 60mila euro, oltre alle spese legali, da recuperare a carico di Carai Salvatore, Petronio Gianni, Ansidoni Alessandro, Rossi Gabriele e Renzi Vittorio, come da sentenza della Corte dei Conti n. 263/2012 del 28/03/2012, relativamente alla consulenza stipulata con Maurizio Costanzo, a seguito del rigetto del ricorso proposto in appello dai soccombenti.
Occorre infine far presente all’opinione pubblica che, alla data di insediamento della nuova giunta, la vecchia amministrazione aveva già impegnato circa il 75% delle previsioni di bilancio 2012, avendo, in maniera non corretta, approvato il bilancio in tutta fretta e senza le indicazioni normative necessarie, per evitare gli impegni in dodicesimi. A riprova che il bilancio approvato dalla giunta Carai, come avemmo modo di segnalare in consiglio comunale, era un bilancio finto e predisposto a soli fini elettorali, è data dal fatto che i termini di approvazione del bilancio 2012 sono stati prorogati al 31 agosto 2012.
A parte le considerazioni sopra esposte, l’amministrazione Caci, in questi 60 giorni, ha posto in essere una serie di provvedimenti per fronteggiare, nell’immediato, le criticità rilevate e cioè:
• Convocazione di una conferenza tra la giunta comunale e i responsabili dei servizi al fine di procedere, nella maniera più celere possibile, al recupero, anche coattivo, di tutti i crediti vantati dall’ente e mai riscossi negli ultimi anni che come si è detto ammontano a oltre 4 milioni di euro;
• Richiesta scritta ai responsabili dei servizi, dello stato delle pratiche e delle pendenze facenti capo a ciascun ufficio alla data odierna per conoscere, in assenza di un verbale di consegna da parte dell’amministrazione uscente, lo stato delle pratiche e delle pendenze stesse;
• Avvio del procedimento di accertamento degli impianti fotovoltaici al fine della verifica dei pagamenti Imu, della congruità degli accatastamenti e della temporalità degli stessi;
• Riscossione tramite la tesoreria comunale degli affitti delle case di proprietà dell’Enel e verifica delle morosità;
• Prescrizione ai responsabili dei servizi di non procedere, in futuro all’impegno di ulteriori somme senza la previa attestazione dell’ufficio finanziario per la copertura della relativa spese e legando l’impegno alla effettiva disponibilità di cassa.
Tutto ciò costituisce soltanto l’inizio di un processo di razionalizzazione sia della spesa che dell’entrata al fine di consentire all’ente di reincamminarsi sui binari del rispetto delle regole di contabilità pubblica, come esplicitato ai giudici contabili nella sopra richiamata udienza pubblica del 26/06/2012, tale da consentire il ritorno alla normalità amministrativa e contabile.
Non ci nascondiamo le difficoltà che richiede una operazione del genere, ma riteniamo che il Comune di Montalto di Castro e l’amministrazione Caci, abbiano le potenzialità e le capacità, professionali ed umane, per superare la prova. Tutto ciò, ovviamente, con il concorso dell’apparato burocratico dell’Ente e con la fattiva collaborazione di tutti i cittadini.
A queste cifre vanno inoltre aggiunti i 39 milioni di euro di mutui accesi da chi ci ha preceduto, da estinguere entro il 2024, con una rata annua di 2 milioni e 900 mila euro.
