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Eravamo quattro amici al bar…

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Il sindaco Marini all'incontro la "Città che vogliamo"

Il sindaco Marini all'incontro la "Città che vogliamo"

Mauro Rotelli rapito dal discorso di Marini

Mauro Rotelli rapito dal discorso di Marini

Le assessore Chiara Frontini e Maria Antonietta Russo

Le assessore Chiara Frontini e Maria Antonietta Russo

Il consigliere Fusco e l'assessore provinciale Bianchini tra il pubblico

Il consigliere Fusco e l'assessore provinciale Bianchini tra il pubblico

Il pubblico all'incontro di Marini

Il pubblico all'incontro di Marini

La senatrice Laura Allegrini e Maria Gabriela Grassini

La senatrice Laura Allegrini e Maria Gabriela Grassini

– Per Giulio Marini è arrivato il momento di tirare le somme di quattro anni d’attività amministrativa (gallery).

Appuntamento ieri pomeriggio alle terme dei Papi ore 17. “La città che vogliamo” è il titolo dell’incontro, slogan della campagna elettorale con cui ha vinto, ma che probabilmente andrà rivisto.

In sala un centinaio di persone, assessori, qualche consigliere, compresi i quarantenni di Mauro Rotelli, ma di gente se n’è vista poca.

Probabilmente leggendo i manifesti affissi, non s’è capito che la città di cui si sarebbe parlato era Viterbo.

Un incontro organizzato a fine luglio questi rischi li corre, anche se ieri sembrava più settembre per il clima. Freddo, come il primo cittadino si augura che non sarà l’accoglienza in primavera.

Tuttavia Giulio Marini non si è scoraggiato e ha presentato la sua ricetta per le prossime elezioni. “Tutti danno la loro – spiega Marini – c’è chi dice che perdere sarebbe da asini o chi invita altri a candidarsi visto che quattro anni da a Viterbo ce le ha prese”.

A Giuseppe Fioroni e Ugo Sposetti saranno fischiate le orecchie.

La mia idea – continua il primo cittadino – è semplice – guardo alla Regione, com’è composta. Il riferimento certo per la coalizione c’è già ed è elaborato. Con una forte presenza popolare”.

Tradotto: anche a destra si guarda alle liste civiche e si strizza l’occhio all’Udc. In Regione la Lega Federalista non c’è. Chissà come l’avrà presa Umberto Fusco, tra l’altro presente con i suoi in sala, tranne Spadoni, ormai dato per disperso.

Marini ha un rammarico: “Abbiamo portato opere per oltre 34 milioni di euro, ma non siamo riusciti a comunicare bene e i problemi ci sono stati e molti”.

A cominciare da quelli economici. “I tagli del Governo e le minori entrate per le licenze edilizie non ritirate”. Comunque il sindaco può “spendere” la carta recupero del centro storico e in particolare valle Faul.

“Quando il centrodestra è arrivato al governo c’erano solo rifiuti”.

Quindi l’elenco di quello da fare, dagli ascensori alla cavea, passando per il parcheggio quasi completato, poi la ristrutturazione di palazzo di Vico, il parcheggio a via Genova, l’Arcionello, la pensilina al Sacrario e gli investimenti per le nuove imprese, azioni di riqualificazione, i giovani e i disoccupati.

Con un obiettivo: “Recuperare gli spazi della città – osserva Marini – e migliorare la qualità della vita”.

Poi tocca agli assessori. L’elenco è lungo, più di uno se ne va. Impegni improrogabili. Peggio per loro, che si sono persi la notizia del giorno. L’aeroporto si farà. Parola di Giovanni Bartoletti che lo ha letto su un importante quotidiano nazionale.

Se qualche obiettivo non dovesse atterrare, il primo cittadino potrà concedersi altri cinque anni con il secondo mandato, provando a far fare agli altri la figura dell’asino.

Ma su questo fronte non si sbottona. “C’è chi dice che sono già in campagna elettorale – precisa Marini – io mi ci sento per la città e per la mia coalizione”. Non come sindaco. Non ancora almeno.

Giuseppe Ferlicca


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