![]() Il Comune di Ronciglione |
Riceviamo e pubblichiamo – Solo qualche mese fa il sindaco Giovagnoli presentava il suo programma politico come un “programma che guarda al futuro, lungimirante e che, naturalmente mette al primo posto le persone: coloro che vivono quotidianamente il paese, coloro che il paese lo hanno vissuto scrivendone la storia e per tutte le nuove generazioni che verranno.
Tra gli obiettivi prefissati poneva in particolare rilievo quello “di ritornare tra la gente, ad ascoltare i bisogni e le aspettative di tutti per essere finalmente, insieme, il motore di rinascita di un paese che non merita più l’immobilizzazione.”
Sono passati ormai oltre tre mesi dalla propaganda elettorale che prometteva i consueti mari e monti e l’amministrazione Giovagnoli si distingue per l’inerzia nelle scelte politiche di spessore, che abbiano un ritorno significativo sulla popolazione amministrata soprattutto in questo momento di grave crisi economica. E così il 20 luglio scorso quella maggioranza che voleva cambiare Ronciglione, dopo aver convocato il consiglio con estremo ritardo rispetto alle previsioni normative, “ bocciava” le proposte di deliberazione suggerite dall’opposizione di centro destra.
I provvedimenti proposti dai consiglieri di minoranza avevano un taglio squisitamente politico, anche se di carattere temporaneo, e cioè quello di prevedere, nel grave periodo di congiuntura, forme di esenzione, incentivi, riduzioni che agevolassero da una parte i nuclei meno abbienti e chi ha perso il lavoro e dall’altra ponessero le basi per una timida ripresa economica nel settore edilizio attraverso sgravi, rateizzazioni, riduzioni di tariffe e oneri concessori.
I provvedimenti, muniti di un discutibile, sconsiderato, quanto illegittimo parere del responsabile del servizio, commissionato sembra dalla parte politica, sono stati licenziati dall’attuale amministrazione di sinistra senza la dignità di un dibattito politico, dimostrando così un’assoluta insensibilità per i temi sociali proposti.
L’attenzione della maggioranza si è concentrata su provvedimenti quali la nomina di membri presso la comunità montana dei Cimini, ente in fase imminente scioglimento e sulla nomina delle tre commissioni consiliari che, ci auguriamo, dovrebbero servire ad una collaborazione tra gli stessi consiglieri di minoranza, il sindaco e la giunta.
Tra i punti di maggiore significato proposti dalla minoranza, la proposta di nomina all’interno delle istituzioni comunali di personale dipendente del comune al fine di favorire un risparmio nelle casse comunali e nel contempo garantire professionalità in grado di redigere bilanci ed atti amministrativi. Anche a questo provvedimento la maggioranza ha detto no senza alcuna motivazione.
E’ evidente che la performance di tutta la maggioranza in questi primi mesi di governo è assolutamente mediocre. L’amministrazione è pressoché immobile dall’8 maggio scorso.
A corto di argomenti, dimostra di preoccuparsi più di soddisfare altre esigenze (vedi quelle del Comune di Civita Castellana) che quelle dei cittadini ronciglionesi.
Consiglieri silenziosi, hanno infatti accolto passivamente le numerose interrogazioni poste al sindaco, anch’egli taciturno e passivo, dai consiglieri Duranti e Paradisi. L’attività della giunta si limita all’erogazione di contributi economici e patrocini per feste e festicciole di piazza. Unica novità l’isola pedonale la cui paternità è stata rivendicata, per bocca di Raimondo Chiricozzi, ex attivista sul problema della potabilità dell’acqua, dall’Associazione 1728 che peraltro ne officiava la cerimonia di inaugurazione.
Paradisi
Marzoli
Duranti
Consiglieri di minoranza del centrodestra
