Riceviamo e pubblichiamo – Essendo giovani militanti in un partito, riteniamo doveroso soffermarci su alcune tematiche che hanno scatenato un acceso dibattito in queste ultime settimane. Per questo teniamo a dire che ci lasciano letteralmente sbigottiti l’atteggiamento e le soluzioni proposte dalla maggioranza riguardo i problemi legati all’edilizia scolastica e alla possibilità di vendere la farmacia comunale.
Riteniamo al limite della decenza il modo con cui si è affrontato lo scorso anno scolastico: i bambini delle scuole primarie, a seguito dei lavori presso l’edificio di piazza Marconi, sono stati stipati in diversi stabili improvvisati come aule, senza naturalmente tener conto delle norme di sicurezza.
Tante le promesse dell’amministrazione, come il fatto che la scuola sarebbe stata restituita a gennaio scorso, poi alla fine dell’anno scolastico, ed ora la certezza che per l’inizio del prossimo l’edificio non sarà ancora completato. Sorge inoltre un serio dubbio sulla modalità con cui si sono progettati i lavori: ricordiamo che questi erano partiti dall’adeguamento alle norme antisismiche, senza tener conto dello stato fatiscente del tetto per il quale è bastata una nevicata per riportare danni considerevoli, fatto che ha comportato la sospensione dei lavori.
Oltre allo stato di disagio degli alunni e del personale scolastico, c’è da sottolineare la condizione in cui è stato costretto a lavorare il personale di segreteria e d’amministrazione; infatti mentre le classi sono state spostate altrove, gli uffici sono rimasti nell’edificio nel bel mezzo del cantiere aperto respirando polveri sottili, in mezzo a calcinacci e quant’altro.
Riguardo invece alla vicenda legata alla vendita della farmacia comunale, riteniamo grave l’atteggiamento dell’amministrazione di fronte alle perplessità avanzate dalla cittadinanza, dai partiti e dalle associazioni locali. Ci riferiamo in particolar modo alla risposta data dalla maggioranza a seguito dell’invito presentato dall’associazione “Il Sassogrosso” di Tre Croci ad una riunione organizzata per discutere delle sorti della Sanitas Vetralla s.r.l., riunione a cui sono state invitate sia maggioranza sia minoranza, ma vista partecipazione solamente di quest’ultima.
Per giustificare la propria assenza l’amministrazione ha risposto che “l’invito dell’associazione” è apparso “irrituale e irrispettoso degli ordinamenti democratici”. Impensabile che “il sindaco di tutti” ritenga antidemocratico recarsi in una sede di un’associazione che opera da anni sul territorio. Non è forse suo dovere e interesse mantenere un dialogo aperto con tutte le realtà del Vetrallese?
La decisione poi di vendere o buona parte della quota o addirittura l’intera quota della farmacia ci riempie di dubbi, anche perché è un servizio indispensabile per il territorio. Riguardo il bilancio della farmacia si tratta di un passivo che lascia un po’ perplessi e dà adito a molti dubbi e voci che si rincorrono per le strade del paese, per questo auspichiamo che al più presto chi di dovere faccia chiarezza e ci dica se c’è stato un problema di cattiva gestione o meno.
Speriamo quindi che durante il consiglio comunale aperto di domenica mattina, al quale invitiamo calorosamente la cittadinanza a partecipare, la giunta Aquilani possa delucidare su queste perplessità che turbano non solo noi, ma tutta la popolazione del Vetrallese.
Mattia De Angelis
Diana Ghaleb
Paola Grassi
Circolo Pd “Peppino Impastato” Vetralla