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Gli artigiani non sono “morti” e lottano insieme a noi

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Roberto Bonzio

Alessandro Molinari

Eleonora Ricca

Chiara Spinelli

Gli artigiani a Medioera

Alessio Jacona

– L’artigianato non è morto. Si è solo trasformato, forse evoluto.

Ai tradizionali attrezzi del mestiere se ne aggiungono altri: laser, tastiere, circuiti stampati e la rete che unisce questi elementi e permette l’incontro, lo scambio, la crescita.

Medioera allarga gli orizzonti e ieri sera ha presentato cinque straordinarie storie, con altrettanti protagonisti, sul palco per l’incontro: “Quando gli artigiani aumentati reinventano il futuro”.

C’è chi realizza bici uniche. Via internet si selezionano materiali, colori e telai, quindi la due ruote prende forma in un laboratorio di Italia Veloce e stavolta non in una postazione pc, ma con i ferri del mestiere.

Altri si sono preoccupati di rendere disponibile (virtualmente) a designer un sistema di taglio e incisione laser direttamente sulla propria scrivania. A concretizzare l’idea ci pensa Vectorealism. Quindi c’è chi si occupa di mettere in contatto domanda e offerta, designer e produttore eventuale. Sono quelli di Garage Design, mentre gli ideatori di Eppela pensano a divulgare idee e progetti, proponendo ai visitatori d’investire. Se piace e riceve consensi, ovvero soldi, si può andare oltre.

Finora 19 progetti sono diventati qualcosa in più di un’idea, si sono concretizzati.

Con Arduino, una piattaforma hardware e software aperta, invece, è possibile sviluppare e creare oggetti interattivi, partendo dall’esistente.

“Abbiamo costruito una piattaforma web – spiega Alessandro Molinari di Garage Italia – attraverso la quale arrivano i progetti, il team li seleziona, quindi vengono ingegnerizzati, è una scommessa sull’oggetto.

L’idea c’è venuta partecipando a saloni di design e vedendo progetti di giovani talenti, mai destinati alla produzione, al massimo a ricevere un premio”.

Le idee, quelle giuste, a volte nascono per caso. “Ho vinto a un gioco in tv – ricorda Eleonora Ricca di Vectorealism – e ho deciso di comprare un laser per produrre oggetti. Oggi lavora sedici ore al giorno per realizzare idee di quattromila utenti registrati. Si va dai gioielli alle borse in cuoio, a progetti più complessi”.

Un artigianato borderline, che Eppela cerca di sviluppare. “Dietro ogni progetto c’è una storia – spiega Chiara Spinelli – aiutiamo chi si rivolge a noi a incanalare nel modo giusto la sua idea, quindi viene pubblicata e diciamo ai visitatori: se vi piace date uno o due euro, aiutatela a crescere”.

Spesso succede e se anche i soldi non arrivano, l’essersi fatti conoscere è comunque servito.

La nostra – spiega Alessandro Molinari di Garage Designer – è una piattaforma internazionale. Ci sono utenti stranieri che si raccomandano di realizzare in Italia la produzione. Con noi non si vincono premi, ma la possibilità d’essere presenti sul mercato, c’è spazio per sperimentare”.

Mentre gli appassionati delle corse in bici, con Italia Veloce possono provare l’emozione di pedalare su un pezzo unico. “Ognuna è diversa – osserva Christian Grande – ha un suo numero di telaio e un libretto in cui sono riportate tutte le caratteristiche”.

Con Arduino, invece, la condivisione di un’idea ne fa nascere di nuove. “Essendo open source – precisa Davide Gomba – condividere la propria non significa perderla, al contrario consente di crearne una nuova”.

A tutti è andato il premio Fantappie, voluto dal consigliere comunale Maurizio Federici e consegnato dagli assessori Chiara Frontini e Paolo Bianchini.

A moderare la serata, Alessio Jacona, mentre Roberto Bonzio ha raccontato le straordinarie storie d’italiani di frontiera, connazionali che ieri e oggi si sono fatti valere con le loro idee oltre oceano.

Medioera li ha uniti ai nostri artigiani aumentati.

Giuseppe Ferlicca


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