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Green economy e sviluppo sostenibile a Caffeina

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Andrea Vannini

Andrea Vannini

Riceviamo e pubblichiamo – Per chi si occupa di green economy, l’Energy report Wwf- Ecofys 2011 apre a scenari energetici entusiasmanti.

Infatti, gli effetti proiettati al 2050 di politiche di efficienza energetica e di investimento nel settore delle “rinnovabili” con le tecnologie attuali, potrebbero abbattere il fabbisogno globale di circa il 20%, riducendo al 10% l’approvvigionamento da fonti fossili e ottenendo il 90% dell’energia da fonti rinnovabili.

Percorrendo questa strada virtuosa, oltre il 50% del fabbisogno energetico mondiale al 2050 sarà soddisfatto da bio-energie, e di questo, la metà (ovvero il 25% del totale) proverrà dal riciclo dei residui e rifiuti.

Siamo a una svolta epocale, l’era del riciclo e dell’efficienza energetica, e anche ad una valutazione di fatto delle fonti energetiche cosiddette rinnovabili non solo per il loro potenziale applicativo ma anche in un’ottica di sviluppo economico virtuoso del territorio e di creazione di nuove opportunità professionali e occupazionali. Siamo alla Green Economy 2.0.

Di questo e altro parleremo a “Green Economy 2.0 – Dalle energie rinnovabili all’era del riciclo: una scelta etica o ‘new economy’?”

Venerdì 13 luglio alle 21 all’auditorium di San Carlo con Edo Ronchi, già ministro dell’Ambiente della Repubblica Italiana, e oggi presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile; Alessandro Filippi Amministratore delegato di Aquaser del gruppo Acea; Riccardo Valentini docente di Ecologia del Dibaf  Università della Tuscia e presidente del Global Terrestrial Observing System (Gtos); Maurizio Petruccioli docente Dibaf, coordinatore del corso di laurea in “Biotecnologie” e esperto in biotecnologie applicate all’energia; AnnaMaria Fausto docente Dibaf e esperta in sistemi biologici.

Passiamo a temi apparentemente meno impegnativi, ma solo apparentemente. Parlare di vino evoca sensazioni – lasciatemelo dire – “alcoliche” in tutti i sensi e per tutti i sensi.

L’argomento è inflazionato, a volte affollato di voci e opinioni più o meno convincenti. In taluni casi è diventato come il calcio, siamo tutti allenatori e sommelier.

Ma l’argomento si relaziona con temi di grande rilevanza per il nostro paese, come lo sviluppo del territorio, la capacità di fare sistema integrando i “prodotti” di un territorio, promuovendone lo sviluppo intelligente e sostenibile. Questi ultimi due aggettivi ben sottendono l’idea di uno sviluppo tecnologico nel settore agroalimentare oggi necessario più che mai, e necessariamente attento alla qualità del prodotto e alla salvaguardia dell’ambiente.

Da qui il titolo della tavola rotonda che si terrà sabato 14 luglio alle 19 all’auditorium di San Carlo “I vini del nostro territorio nel territorio dei nostri vini: tra cambiamenti climatici, svolte naturali, concorrenza e marketing”.

Parleremo e discuteremo con, Riccardo Cotarella, tra i più apprezzati enologi del nostro paese, demiurgo di grandi vini in Italia e nel mondo, presidente dell’azienda Falesco, e docente presso il Dibaf di gestione e organizzazione delle aziende vinicole; Fabio Mencarelli docente di enologia presso il Dibaf e sicuramente uno dei ricercatori italiani più impegnato nell’innovazione tecnologica in enologia; Leonardo Michelini, presidente di Coldiretti provinciale e imprenditore, forse una delle poche figure del nostro territorio che ha “il polso” delle dinamiche di sviluppo nel settore agricolo e delle prospettive future e futuribili; Antonella Pacchiarotti amministratrice dell’omonima Azienda Vinicola, testimone e soggetto attivo nella crescita della qualità dei vini della Tuscia; e Riccardo Valentini ancora in questa serata, perché la sua attenzione di esperto mondiale per ciò che riguarda il clima e la sostenibilità ambientale, lo ha portato, recentemente, ad incontrare il mondo della viticoltura e enologia.

Andrea Vannini


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