Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere Maurizio Tofani nella seduta del consiglio comunale del 17 luglio – La deliberazione numero 293/2012 della giunta comunale con all’oggetto: “Verifica della sussistenza di presupposti e condizioni per una variante P.R.G. limitata alla frazione di Grotte Santo Stefano”, si presta ad alcune valutazioni di carattere politico che mirano ad identificare il vero senso di certi provvedimenti amministrativi che, come nel caso in esame, presentano alcuni elementi fortemente discutibili su alcune “necessità urbane” del decentramento comunale.
Intanto, è solo il caso di rammentare alla giunta che, la frazione di Grotte Santo Stefano abbisogna di un punto di riferimento comunale, della presenza di vigili urbani, di un ufficio anagrafico, della manutenzione delle strade e della segnaletica, della cura del “verde”, dei 300mila euro promessi a suo tempo ma scomparsi tra le righe del vecchio bilancio, così come pronosticato dalla “minoranza”; di fronte a siffatto bagaglio di occorrenze cittadine, l’amministrazione che fa? Delibera una variante al Prg che consente un’edificazione di cui, credo, solo alcuni ne sentivano la necessità.
A pensarci bene, l’Udc non è contraria ad una nuova pianificazione urbana, ma ritiene singolare il dettaglio che, dopo una latitanza di quasi cinque anni, alla fine dell’attuale consigliatura, si sia introdotta una proposta tanto imprevista, quanto sospetta. Tutto fa pensare che è già iniziata la campagna elettorale del 2013, come vano tentativo, piuttosto teatrale, di nascondere le carenze gestionali della giunta Marini.
Alla fine dei conti, invitando alla riflessione i cittadini, è quanto mai corretto affermare che, la deliberazione in questione, non produrrà alcun beneficio e, le boriose promesse rivolte al territorio di Grotte Santo Stefano, svaniranno nel nulla, così come si sono dissolti i 300mila euro che dovevano rilanciare il suo assetto urbano e sociale.
Maurizio Tofani
Consigliere comunale Udc
