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I misteri di santa Cristina affascinano un intero paese

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I misteri di santa Cristina

I misteri di Santa Cristina

(g.f.) – La piccola Cristina torna a far muovere un intero paese (video * fotogallery).

Come ogni anno, il 23 notte e la mattina del 24 a Bolsena, cittadini e turisti riempiono strade e vie, lungo il percorso scandito dalla statua della santa, al cui passaggio si aprono i palchi dove sono rappresentati i misteri della patrona.

Martirii cui fu sottoposta e ai quali, tradizione vuole, sopravvisse, fino a quando non fu trafitta dalle frecce.

La sera del 23 dal sagrato della basilica a piazza Matteotti, San Rocco, San Giovanni e al Castello, i bolsenesi danno vita alle rappresentazioni che si ripetono la mattina del 24 con il percorso inverso e la statua che ritorna di nuovo nella chiesa di Santa Cristina.

Ecco la patrona gettata nel lago, ma la pietra cui era stata legata galleggia anziché portarla a fondo, il taglio della lingua, dopo il quale continua a parlare, la fornace, da cui esce indenne, il supplizio della ruota, il carcere, fino alle frecce e la deposizione nel sepolcro.

Tutti quadri statici, tranne poche eccezioni.

L’unico veramente animato è quello che chiude il percorso serale: i diavoli, in cui il padre di Cristina, che in ogni modo aveva tentato di farle rinnegare la devozione in Cristo, viene portato all’inferno e al termine appare la santa.

In quello dei serpenti, i rettili non mordono la santa, ma chi ha in mano gli animali, e nello stesso momento lei si inginocchia per pregare. Poi la lingua, con il momento del taglio.

Una manifestazione che si perde negli anni, molto sentita a Bolsena, dove la devozione verso santa Cristina è forte. Ma non è solo fede.

Ogni rione organizza il proprio mistero, in qualche modo si paragonano l’uno con gli altri, nel tentativo di fare sempre meglio.

E il momento stesso del corteo può essere un percorso di fede o anche una vera e propria maratona per correre da una piazza all’altra e cercare di guadagnare un posto in prima fila tra migliaia di persone. Tutti per assistere a una rappresentazione di quadri viventi che sono statici, ma che riescono sempre a muovere la fede e il cuore di tutti.


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