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Il Comune vieti ogni spazio pubblico a CasaPound

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Filippo Rossi parla a Caffeina dopo l'aggressione

Riceviamo e pubblichiamo – L’accalcarsi mediatico di queste ore – intorno all’aggressione operata da militanti di CasaPound al giornalista Filippo Rossi – rende la situazione ricca di spunti di riflessione e di non semplice lettura.

Oltre la dovuta e sentita vicinanza all’aggredito e alla condanna netta e dura dell’atto di violenza vile, sarebbe oltremodo ingiusto se non ipocrita non considerare che a Viterbo CasaPound non è un ospite sgradito né estemporaneo.

Ha direttamente o per il tramite di aderenti, partecipato ad atti di violenza ed intolleranza (tra gli ultimi quelli perpetrati ai danni di Arci, Federazione della Sinistra, Ascanio Celestini).

Peraltro CasaPound ha goduto e gode in alcuni ambiti amministrativi (solo ieri anche istituzionali) di sostegno e copertura; per queste realtà un ex ministro è giunto a codificare uno specifico provvedimento legislativo per la concessione di risorse pubbliche.

Amministratori di questa città non sono estranei agli ambienti ed alla cultura di CasaPound; senza considerare che – essendo la ricostituzione del partito fascista vietata per legge – il fatto che amministratori comunali organizzino e partecipino alla rievocazione della marcia su Roma è considerato – purtroppo – ormai un fatto marginale e folkloristico.

Occorre poi contestualizzare l’evento. A Viterbo atti di violenza e di aggressione di gruppi fascisti e personaggi, anche vicini a CasaPound, nei confronti di ragazzi inermi sono stati ripetuti. Il fatto che fossero sconosciuti minorenni ha reso tutto più “tollerabile” in una città abituata a soffocare le grida e le proteste.

Gli stessi militanti di Sel in una delle ultime elezioni sono stati oggetto di una aggressione da parte di militanti fascisti della stessa area, impedendoci l’affissione dei manifesti sulle plance. Ma ogni singola violenza avrebbe meritato la stessa indignazione popolare che oggi leggiamo sui quotidiani.

Dove erano tutti costoro? Di conseguenza, non ci sentiamo accomunati dalla stessa “ragione” di quanti invocano più durezza e severità, di quanti sono rammaricati e dispiaciuti. Occorrono atti responsabili e conseguenti, affinché i cittadini siano al riparo da simili manifestazioni di incivile barbarie: un manipolo di violenti, rasati e vestiti di nero che si esaltano nell’incutere terrore tra la folla inerme e spaventata.

Non dovrà più accadere. Semplicemente. Per questo l’amministrazione comunale di Viterbo e il consiglio comunale dovrà – semplicemente ma conseguentemente – vietare la concessione gratuita di spazi pubblici ed ogni altro patrocinio ad organizzazioni che siano ritenute responsabili di atti di violenza ed intolleranza, sulla base di quanto lo stesso statuto di Viterbo richiama.

CasaPound non è gradita nella nostra città e, di certo, non è ammissibile che risorse pubbliche siano destinate a finanziare iniziative che fomentano l’odio e la discriminazione. Sel – per il tramite del gruppo consigliare – si adopererà affinché questa proposta venga sottoposta alla valutazione del prossimo consiglio comunale. Ci auguriamo una presa di posizione unanime e inequivoca: non sarebbero tollerate – dai cittadini – né comprensibili atteggiamenti ambigui o dilatatori.

Sinistra Ecologia e Libertà
Circolo di Viterbo gruppo consigliare


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