![]() Luciano Mingiacchi |
![]() L’avvocato Antonio Rizzello, legale di Mingiacchi insieme al collega Fausto Amato |
![]() Il pm Stefano D’Arma, pubblica accusa al processo insieme al collega Fabrizio Tucci |
(s.m.) – Il processo Asl resta a Viterbo.
Lo hanno stabilito i giudici del tribunale viterbese, che all’udienza di ieri mattina hanno respinto l’eccezione di incompetenza territoriale avanzata dalle difese.
Sarà il collegio viterbese presieduto da Maurizio Pacioni a giudicare i tre imputati Luciano Mingiacchi, Patrizia Sanna e Riccardo Perugini. Tutti accusati di corruzione.
Sia Mingiacchi che Sanna, secondo le indagini, avrebbero favorito l’azienda informatica Isa nell’aggiudicazione di appalti per lavori alla Asl, approfittando degli incarichi da loro ricoperti: lui era direttore generale della Asl Roma H, lei dirigente del servizio informatico prima nell’azienda sanitaria di Rieti, poi a Roma H. L’accordo, per l’accusa, era appalti alla Isa in cambio di tangenti, che sarebbero state consegnate a Sanna e Mingiacchi dal terzo imputato, il socio Isa Riccardo Perugini.
All’udienza di ieri, i giudici hanno rigettato in blocco tutte le richieste delle difese. A cominciare da quella riguardante la competenza territoriale del tribunale che, per i legali, doveva essere di Albano Laziale, data la consegna di alcune tangenti nella sede della Asl di Roma H ad Albano. Per poi proseguire con le altre istanze, anch’esse respinte e riguardanti il decreto di giudizio immediato e la costituzione di parte civile delle Asl di Viterbo, Rieti e Roma H.
I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma hanno depositato una cospicua mole di documenti da includere nel fascicolo del dibattimento. Nominato il perito che dovrà trascrivere le intercettazioni raccolte dalla procura.
Il processo a Sanna, Mingiacchi e Perugini è solo una goccia nel mare della maxi inchiesta sulla Asl viterbese. Gli altri filoni sono freschi di chiusura delle indagini. Compreso quello riguardante l’ex presidente del cda della Isa Alfredo Moscaroli, che i pm vorrebbero ascoltare per primo il 19 ottobre, alla prossima udienza del processo a Mingiacchi & Co..
Tra le prove, l’avvocato di parte civile della Asl di Rieti Olinto Petrangeli ha chiesto di ammettere anche la recente sentenza della Corte dei conti, che ha condannato Patrizia Sanna a risarcire per 894mila euro le Asl reatina e romana. Motivo: non sarebbe laureata in Scienze informatiche. Una lacuna che non poteva consentirle in alcun modo di dirigere il settore informatico delle Asl di Rieti e Roma H, come ha fatto dal 2003 al 2009.


