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Incendio a Torrevaldaliga, la relazione dell’Enel

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L'incendio a Torrevaldaliga Nord

L'incendio a Torrevaldaliga Nord

– La centrale di Torrevaldaliga Nord è costituita da tre sezioni da 660 MW che erogano energia sulla rete generata attraverso due trasformatori di potenza tra loro collegati in parallelo, di potenza da 370 MVA.

Il 26 agosto 2011 alle ore 10,34 si è verificato un incendio improvviso che ha coinvolto un trasformatore della sezione 2, denominato 2TP1. I sistemi di protezione dell’unità TN2 hanno correttamente fermato l’unità coinvolta attraverso l’apertura dell’interruttore di interconnessione con la rete elettrica e il blocco della produzione.

Il trasformatore in oggetto ha una potenza nominale di 370 MVA con tensione in ingresso pari a 20 kV e in uscita a 410 kV.

La macchina è stata costruita nel 1981 ed è stata oggetto di una revisione generale completa effettuata dal costruttore nel corso della trasformazione a carbone.

Le prove elettriche effettuate prima del rientro in servizio sono state tutte positive.

Le parti interne del trasformatore sono completamente immerse in olio. L’olio ha una duplice funzione di isolamento e di raffreddamento della macchina asportando il calore che si genera internamente, per le perdite di potenza, ed evitare surriscaldamenti delle parti.

La quantità di olio contenuta nel trasformatore è 55 t. I trasformatori installati all’interno della centrale di Torre Nord sono monitorati e protetti secondo quanto previsto dagli standard costruttivi internazionali.

Oltre ai normali sistemi Enel ha installato anche il sistema Hydran che consente di evidenziare la formazione di gas all’interno dell’olio, indice di un’anomalia incipiente. Gli oli isolanti sono di tipo minerale da sempre utilizzati nelle apparecchiature elettriche, date le loro ottime caratteristiche.

Con riferimento agli articoli di stampa, l’olio del trasformatore 2TP1 (come degli altri trasformatori) non è “apirolio” e non contiene PCB (“precursori” delle diossine). Peraltro non è presente nel trasformatore l’elemento cloro, facente parte della molecola delle diossine e quindi necessario per la loro formazione.

La squadra di emergenza Enel, attuando quanto previsto nel piano di emergenza interno, ha prontamente isolato l’area, allertato i vigili del fuoco per un intervento immediato, avvenuto alle ore 10,47, al fine di contenere e risolvere in tempi brevi la situazione emergenziale per ridurre l’impatto ambientale verso l’esterno.

Dopo pochi minuti, per favorire le operazioni, si è sospeso l’esercizio anche delle altre due sezioni della centrale; i vigili del fuoco hanno quindi iniziato lo spegnimento con idranti alimentati ad acqua additivata con estinguenti specifici per l’olio messi a disposizione dalla centrale.

L’immediata attivazione dei dispositivi automatici antincendio e la presenza delle strutture di segregazione in cemento armato come da progetto ha circoscritto l’evento ed evitato che le fiamme coinvolgessero altri macchinari.

Già dalle ore 13.00 circa la situazione risultava sotto controllo ed i fumi ormai di colorazione bianca testimoniavano la presenza prevalente di vapore acqueo rispetto ai prodotti della combustione di olio dielettrico.

Il trasformatore è stato comunque mantenuto sotto il controllo dei vigili del fuoco che hanno continuato nell’azione di raffreddamento del macchinario e alle ore 12.00 circa del 27 agosto hanno dichiarato chiuso l’intervento, ritirando le squadre e i mezzi utilizzati allo scopo. L’episodio non ha causato infortuni ed è stato circoscritto al solo trasformatore evidenziando il corretto funzionamento degli appostamenti di sicurezza.

Per quanto ancora da approfondire nel dettaglio anche per la necessità di ispezionare la macchina, l’avaria è con tutta probabilità interna al trasformatore stesso e originata da un cedimento improvviso nella parte in alta tensione del trasformatore (uscite AT o passante). L’analisi delle registrazioni disponibili non ha evidenziato alcun segnale di allarme.


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