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Inchiesta Asl, 23 richieste di rinvio a giudizio

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La Cittadella della Salute, sede della Asl

La Cittadella della Salute, sede della Asl

Giuseppe Maria Aloisio, ex direttore generale della Asl di Viterbo

Giuseppe Maria Aloisio, ex direttore generale della Asl di Viterbo

Mauro Paoloni

Roberto Angelucci

Inchiesta Asl, avanzate le richieste di rinvio a giudizio.

La Procura accelera sull’inchiesta Asl.

Dopo il no del Riesame all’arresto di quattro indagati eccellenti (tra cui l’ex direttore generale Giuseppe Aloisio), i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci hanno avanzato le richieste di rinvio a giudizio.

Se il gup dovesse accoglierle, all’udienza preliminare andranno in 23, tra persone e società. Solo per una di queste i magistrati hanno chiesto l’archiviazione. E’ la Ati Abbott, che nel giugno 2006 si aggiudicò l’appalto per la fornitura settennale di sistemi di diagnostica ai laboratori della Asl. Per un importo di oltre 18 milioni di euro e con una gara che, secondo i pm titolari dell’inchiesta, fu palesemente truccata. E non sarebbe stata l’unica.

Nel mirino degli inquirenti finirono molti altri servizi appaltati dalla Asl a presunte ditte predestinate. Quello riguardante la Cittadella della salute, sede dell’azienda sanitaria. Quello alla Ati Lavin Spa/Italia Servizi Spa per sterilizzazione e noleggio dei ferri chirurgici. E poi, l’affidamento dei servizi di front-office (punti informativi, sportelli polifunzionali e centralino). Un calderone che, oltre ai presunti appalti milionari truccati, comprende i finanziamenti della Asl all’associazione socioculturale Aureart e le presunte truffe per oltre venti milioni di euro tramite i rimborsi a cliniche private come il Cra di Nepi.

Per tutti gli indagati in questi filoni la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, “graziando” solo la Ati Abbott.

Nel gruppo, ovviamente, ci sono anche i quattro principali inquisiti: l’ex manager della Asl Aloisio, il suo consulente Mauro Paoloni e gli imprenditori Roberto Angelucci e Gianluca Parroccini. Per tutti e quattro la Procura aveva chiesto l’arresto, incassando prima il no del gip e poi del tribunale del Riesame.

Ora la parola passa al gup Italo Ernesto Centaro, che dovrà decidere se e quanti indagati rinviare a giudizio e fissare l’udienza preliminare.

Calma piatta, invece, sull’altro fronte d’inchiesta, riguardante la Isa e le tangenti in cambio dell’affidamento di servizi dalla Asl. L’indagine, che vede coinvolti, tra i tanti, l’ex presidente del cda della Isa e l’ex responsabile del Ced della Asl, è chiusa da febbraio. Il prossimo passo saranno le richieste di rinvio a giudizio.


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