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Innocenzi: Via i leader con la loro corte dei miracoli

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Roberto Innocenzi

Roberto Innocenzi (Pd)

Riceviamo e pubblichiamo – Vedersi sbattuta in prima pagina la notizia che parte del proprio direttivo se ne è andato verso lidi migliori credo debba far riflettere il sottoscritto, segretario del circolo Gemma Piacentini e forse tutto il partito Viterbese.

Non credo che l’uscita, come si dice nell’articolo, di una cinquantina di iscritti, per lo più anziani politicamente attratti da grillismi vari, possa intaccare le fondamenta di un partito come quello democratico.

Questa azione deve, per forza di cose, porre delle domande ai nostri dirigenti e ai nostri “superiori”.

Ci sono delle cose a me poco chiare. Vengono riportati degli esempi di situazioni che hanno poco a che fare con la politica.

In primo luogo il caso di Noemi Parmigiani. La strumentalizzazione della malattia di questa bambina in un contesto politico mi sembra fuori luogo e a volte davvero infame.

Nessuno nega a degli iscritti di realizzare iniziative per raccogliere fondi per ragazzi o bambini malati , ma il ruolo di un partito politico non è quello di beneficenza o raccolta fondi. E nulla c’entra come un partito spende o sperpera i fondi pubblici, questo è un altro tema.

Ancora meno chiara mi sembra la questione della assemblea comunale più volte citata. Io ricordo interventi, di molti minuti, durante i quali nessuno interrompeva l’altro. Nell’ultima assemblea sono state prese alcune decisioni sulla raccolta firme sui vitalizi. Il nostro circolo ad esempio è favorevole alla raccolta firme e ognuno è libero di prenderle dove e come desidera. Nessuno vieta la raccolta firme dei referendum. Altra bufala riguarda la nomina del presidente dell’assemblea provinciale, annulato in prima votazione solo ed esclusivamente per la mancanza del numero legale.

Mi sembra che ci sia un miscuglio tra tematiche giuste, sacrosante, con alcune finte o comunque ingigantite. Non vorrei che dietro questo bisogno di protagonismo comunicativo ci sia la ricerca di una fama politica mai ottenuta.

Perché ho sentito il bisogno di rispondere? In primo luogo perché alcuni di questi iscritti (Franco Marinelli) sono tesserati nel circolo Gemma Piacentini, in secondo luogo perché nel comunicato viene descritto un partito con giovani schiavi di correnti o di qualche funzionario.

Personalmente credo che il fallimento di questa classe dirigente, testimoniato dall’ascesa politica di comici pessimisti, sia stato causato anche dagli iscritti che fino a oggi hanno accettato certe dinamiche e certe situazioni.

Non basta urlare, ora, lo schifo della politica dopo che per molto tempo si è partecipato a reggere questo sistema malato. Non ci si può lavare le mani ora.

Questa storia delle correnti è diventata una droga, con cui i capetti sfamano il popolo di centro sinistra viterbese con la razione di becchime quotidiana.

Liberiamoci dal provincialismo che ha minato i nostri modi di ragionare e quindi il nostro partito, in cui tutto è stato riconducibile a tre correnti. Eliminiamo quella presunzione che ci fa credere di essere indispensabili.

Per tematiche specifiche, il circolo Gemma Piacentini ha sempre, pubblicamente e nelle sedi di partito, contestato il lavoro del Pd a livello provinciale.

La raccolta firme sul Porcellum, la campagna informativa sui referendum (nucleare e acqua pubblica), la campagna di sensibilizzazione sulla tematica arsenico, furono promosse solo ed esclusivamente dal circolo Gemma Piacentini.

Ci sono alcuni argomenti che questo partito non digerisce. La legge elettorale, il taglio della spesa pubblica, i rimborsi elettorali , l’arsenico e Talete, il taglio delle province, l’ambiente e la edificazione sostenibile.

Su questi temi il partito provinciale non ha mai preso posizione. Incredibile come un partito non abbia una strategia e una politica di trasporti e mobilità. Intendo una posizione netta, chiara e credibile.

Si è operato in modo infantile e poco produttivo. Si chiama un funzionario nazionale, ci si organizza intorno un incontro-dibattito e magari al termine si programma una bella cena di sottoscrizione. Sempre le stesse facce, sempre gli stessi errori.

Il distacco giovanile dalla politica è chiaro, tangibile. Il ricambio generazionale credo che sia il tema principale e su questa tematica sono pienamente d’accordo coi “dissidenti”. Credo che questo sia il tema principale. Non servono statistiche per capire quale è il sentimento di quelli della mia generazione verso la politica.

Una politica che li ha relegati in uno ruolo di terz’ordine: non il primo, decisionale, non il secondo partecipativo e propositivo, ma è concesso l’ultimo la mera richiesta elettorale.

Una politica che ha spesso selezionato una discendenza mostruosa fotocopia di se stessa. E’ stata fatta troppo spesso quella che potremmo definire “selezione al contrario”.

Rimango sbigottito a veder ragazzi di 22, 23 anni parlare esclusivamente di segreterie, come nell’ultimo congresso dei Gd (Gd sta per Giovani democratici, entità misteriosa stile Cnel), che non si accorgono che nel momento in cui verrà giù tutto il sistema partitico attuale, di noi, se non cominciamo ad avere una nostra identitità e a essere più preparati (compreso il sottoscritto) di noi non si ricorderanno neanche gli iscrittti del nostro circolo.

Via i leader con la loro corte dei miracoli, via i gruppi dirigenti, via i parlamentari con cinque legislature sul groppone, via i funzionari stipendiati. Gli elettori non si ribellano ai partiti, bensì agli uomini di partito. Perché hanno trasformato la politica in una professione troppo redditizia. Perché in questi ultimi vent’anni hanno governato a turno, col risultato di sbatterci sul lastrico. E infine perché stanno sempre lì, inchiodati alla loro poltrona di broccato. Nella seconda Repubblica sono cambiate più volte le sigle dei partiti, ma le facce no, quelle sono rimaste sempre uguali.

Se non saremo noi a cacciarli, ci porteranno lentamente verso tensioni sociali inaudite. Su questi temi il circolo Gemma Piacentini ha avuto sempre idee chiare, nette che spesso vanno contro la dirigenza di questo partito.

Il circolo Gemma ha sempre creduto che su alcuni argomenti non esistono compromessi.

Al circolo Gemma le decisioni sono sempre state prima discusse e poi approvate.

Il lavoro del circolo è stato prezioso e deciso, in totale contrapposizione a un partito provinciale a volte molle e privo di idee.

Per questi motivi credo che a volte alcuni comunicati, alcune conferenze stampa dovrebbero essere programmate e organizzate meglio.

Si rischia di fare un polpettone di idee giuste e di minchiate terribili.

I polpettoni servono più spesso ai vecchi conservatori che ai giovani riformatori.

Roberto Innocenzi
Segretario del circolo Gemma Piacentini


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