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Internet non si ferma…

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Roberto Iadicicco direttore dell'Agi

Paolo Butturini

Paolo Barbieri, giornalista di Tmnews

Medioera- L'incontro sulle agenzie di stampa

– Le agenzie di stampa nell’era digitale.

Il giornalista tra la strada in cerca di notizie e le nuove vie telematiche. Se ne è discusso nel pomeriggio di ieri a palazzo dei Priori nell’ultimo workshop organizzato da Medioera, con Paolo Butturini di Stampa Romana, Paolo Barbieri di Tmnews e Roberto Iadicicco, direttore dell’Agi. A moderare, il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.

L’Agi oggi viaggia in rete, ma il giornalista con il suo lavoro, la ricerca della notizia, rimane ancora al centro.

“Esistiamo dal 1950 – spiega Iadicicco – abbiamo portali pera Cina, in arabo e inglese. La proprietà è dell’Eni e sono interessati a sapere cosa succede in questi paesi e al tempo stesso vuol far sapere cosa fa l’azienda”.

Punta sul multimediale Tmnews. “Siamo nati pochi anni fa – ricorda Paolo Barbieri – come agenzia tradizionale rivolta a un pubblico editoriale e istituzionale. Oggi siamo il primo fornitore di prodotti video del sito Repubblica e curiamo i tg di Mtv”.

Dalla carta al digitale, il mondo dell’informazione ha subito un grande trasformazione. “Oggi  – spiega Paolo Butturini – il Corriere della Sera e Repubblica hanno eliminato la ribattuta, ovvero il riscrivere all’ultimo minuto le notizie prima di andare in stampa, per aggiornarle il più possibile. E’ il riconoscimento del ruolo svolto dall’informazione online. La notizia esce prima, inutile la corsa e la professione è cambiata”.

Cambiamenti sì, ma non nella sostanza secondo il direttore Agi. “Ancora oggi – sostiene Iadicicco – la notizia è il mezzo utile a sfondare, si fa concorrenza sulla qualità della notizia, i tempi con cui viene data e con i giornalisti in grado di trovarla”.

Il futuro è molto da inventare. “Prendiamo il Times – osserva Barbieri – ha chiuso il sito, mettendolo a pagamento. Gli accessi sono crollati, un fallimento clamoroso da parte di una testata e un editore importanti.

Il punto non sono le agenzie di stampa, ma il cambiamento delle gambe su cui l’informazione cammina. Il direttore della Bbc con una circolare interna ha vietato di scrivere su Twitter notizie ancora prima che siano pubblicate”.

Vede i cambiamenti anche Butturini.

“La notizia rimane la notizia, ma luogo e tempi sono diversi, cambia la percezione. Internet non si ferma. Oggi l’industria italiana dell’informazione paga il fatto di non essere mai stata in grado di guadagnare, ma di essere legata alla politica o a interessi d’altra natura”.


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