![]() Roberto Talotta |
Riceviamo e pubblichiamo – La mannaia del professor Monti si abbatterà sui servizi sanitari con il taglio di cinque miliardi di euro in tre anni. L’enorme salasso economico interesserà la spesa farmaceutica, i posti letto e la stessa sopravvivenza dei piccoli ospedali.
La Regione Lazio, più di altre, dovrà sopportare le pesanti ristrettezze economiche imposte dai tagli governativi, particolarmente punitivi e irrazionali che, ancora una volta, vedranno interessati principalmente la sanità e il pubblico impiego.
Su questo piano, Viterbo e la sua provincia, già fortemente falcidiate da un piano di rientro esclusivamente dettato da rigori ragionieristici, saranno chiamate a enormi sacrifici e privazioni in conseguenza della “cura sulla spesa pubblica” che, è bene ricordarlo, troverà la nostra realtà sanitaria già bombardata dagli effetti dei decreti governativi, regionali e aziendali che, nel corso degli ultimi anni, hanno determinato un’assurda contrazione dei posti letto ospedalieri, un drastico depauperamento della specialistica, l’aumento della mobilità passiva, uno scadimento dell’assistenza ospedaliera e territoriale per il blocco delle assunzioni e per il licenziamento degli operatori precari, l’aumento delle liste d’attesa, il promiscuo accorpamento dei reparti ospedalieri e l’intasamento dei pronto soccorso sopravvissuti alla “riorganizzazione aziendale”.
L’elenco delle insufficienze sanitarie che si riscontrano sul nostro territorio, di certo non finiscono qui, se è vero, com’è vero, che, ad appesantire ulteriormente la situazione, c’è da valutare lo stato psico-fisico del personale, dei medici, degli infermieri, dei tecnici e degli ausiliari, sottoposti a turni di lavoro estenuanti, mal retribuiti e, spesso, pagati con ritardo, come nel caso dei dipendenti di alcune cliniche private convenzionate.
Gli accorati appelli di questi lavoratori, così come l’inammissibile situazione dei precari, disoccupati pur in presenza di esigenze assistenziali, non sono stati ascoltati da nessuno, tantomeno dalle istituzioni e dalla stessa politica, forse già distratta da altre tematiche che, certamente, non rispondono alle esigenze dei cittadini.
Quindi, presidi ospedalieri pubblici e privati in piena crisi funzionale, al limite della sopravvivenza, ancora in grado di erogare assistenza e prestazioni grazie alla sensibilità, alla responsabilità e alla professionalità degli operatori tutti che, nonostante le carenze di organico e l’aumento dei carichi di lavoro, continuano a dare il meglio del loro importantissimo servizio 24 ore su 24, dimenticando le mortificazioni di un trattamento economico al limite della vergogna.
Quando la cura dimagrante, prescritta dal governo Monti, sarà somministrata alla popolazione viterbese, per la sanità locale sarà veramente il “colpo di grazia” che pregiudicherà oltremodo il diritto alla salute da sempre tutelato dalla stessa Costituzione Italiana.
Roberto Talotta
Consigliere comunale e componente della Consulta Sanità Udc
