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“Mi ha minacciata con un saldatore”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Insulti all’ordine del giorno e minacce. Una volta con un coltello. Un’altra volta, addirittura, con un saldatore.

E’ quanto sarebbe stata costretta a subire una donna dell’Est europeo, che ha trascinato il suo compagno il tribunale.

L’uomo, originario del Burkina Faso, è accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e violazione degli obblighi di assistenza familiare. La coppia andò a convivere nel 2001 a Ronciglione. I guai sarebbero iniziati nel 2007, quando l’uomo avrebbe cominciato ad aggredire la sua convivente che ieri, in udienza, ha ripercorso il suo calvario in lacrime.

“Mi ricopriva di insulti di ogni tipo – ha detto la donna, piangendo, davanti al giudice -. Mi chiamava puttana e mi picchiava. Una giorno mi ha minacciata con un saldatore. Poi con un coltello. Altre volte mi ha presa a pugni, stringendo tra le mani un mazzo di chiavi, per farmi più male”.

Al disperato racconto della compagna dell’imputato, parte civile al processo, è seguita la testimonianza del comandante della polizia locale di Ronciglione, Antonio Mocavini, intervenuto per sedare una lite nel giugno del 2008. Lui si era barricato in casa con i figli. Lei, rimasta sul pianerottolo, aveva chiesto aiuto. I vigili urbani erano riusciti a farsi spiegare il problema.

La donna, come riferito dal capo della polizia locale ronciglionese, aveva deciso di trasferirsi con i figli, ma non voleva dire dove al compagno. E così, lui, nell’eventualità di non poter più vedere i bambini, si era chiuso in casa, per impedirle di portarli via. “Non fece resistenza – ha detto il comandante Mocavini -. Mi fece entrare subito in casa e mi ha spiegò, in modo calmo e ragionevole, il perché del suo gesto”. Lei, in quell’occasione, disse di essere stata picchiata per l’ennesima volta. Ma il capo dei vigili urbani non notò nessun segno di percosse.

Sul banco dei testimoni anche un’assistente sociale, che avrebbe riferito di aver visto la donna dopo una delle presunte aggressioni da parte dell’ex compagno. Sconvolta e con il reggiseno strappato.

Alla prossima udienza del 20 marzo si proseguirà con l’ascolto di un altro testimone. Dopodiché, la parola passerà all’imputato, assistito dall’avvocato Giovanni Bartoletti.


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