Riceviamo e pubblichiamo – Continua la raccolta firme nel Comune di Sutri
Partita a gonfie vele anche nel Comune di Sutri la campagna referendaria per l’abrogazione dei vitalizi dei consiglieri e degli assessori della Regione Lazio, avviata dalla Federazione della Sinistra.
Tutti i cittadini potranno andare a firmare nell’ufficio anagrafe comunale, in piazza del Comune 32, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e inoltre il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30.
Sempre nella piazza del Comune, sarà nuovamente allestito un banchetto per la raccolta delle firme sabato 28 luglio dalle 9 alle 12. Attraverso il referendum abrogativo, che sta prendendo il via con bacchetti per la raccolta firme dislocati nelle cinque province laziali, la Federazione della Sinistra vuole restituire equità sociale e porre fine a un privilegio particolarmente insopportabile in un momento in cui le condizioni di vita di gran parte della popolazione peggiorano sempre di più, a causa di una gestione della crisi che penalizza i più senza intaccare i privilegi di pochi.
Solo in questa legislatura, sono 85 i consiglieri e gli assessori a cui viene operata la trattenuta per il cosiddetto “Fondo di Previdenza”, meglio conosciuto come vitalizio.
Un’uscita che mensilmente costa al Consiglio Regionale 128mila 521 euro, per un importo annuo pari a euro 1.542.000, a cui si aggiunge il costo sopportato da questa istituzione per il pagamento del vitalizio agli ex consiglieri che godono già di tale privilegio, che ammonta a 1.218.000 euro al mese.
In vitalizi, gli attuali consiglieri regionali costeranno ulteriori 4.500.000 euro annui, una volta raggiunta l’età per l’accesso al beneficio. Questo costo si andrà ad aggiungere ai 17.000.000 di euro già spesi annualmente dal Consiglio regionale per i 221 ex consiglieri che attualmente ne usufruiscono.
Quindi, a partire dai 50 anni e per tutto il resto della loro vita, questi consiglieri percepiranno un vitalizio mensile di 4400 euro per una sola legislatura, che potrà essere riversato in caso di morte del beneficiario â alla moglie, oppure al figlio fino ai 26 anni, oppure alla convivente.
Se è vero che l’aspettativa di vita è quel criterio in base al quale l’età per l’accesso alle pensioni è salita a 67 anni â è oggi di 84 anni, in 34 anni di beneficio (restando inalterati i costi attuali) gli 85 consiglieri costeranno alle casse regionali 153 milioni di euro.
La partita in gioco è alta perché la vittoria del referendum porterebbe a un risparmio di più di quattro milioni di euro l’anno, solo eliminando i vitalizi dei consiglieri attualmente in carica. Si tratta di fondi pubblici che potrebbero essere reinvestiti in sanità, cultura, servizi sociali.
Per la sottoscrizione dei referendum, è necessario presentarsi muniti di un documento di identità valido. Servono 50mila firme per dire Stop ai privilegi! Partecipa anche tu per risanare la politica.
Quanti sono interessati, possono avere informazioni consultando il sito www.novitalizilazio.it
Comitato promotore No Vitalizi Lazio