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– Restano in carcere gli arrestati per il pestaggio dell’operaio di Orte.
Così ha deciso il gip Francesco Rigato, che ha respinto le richieste di scarcerazione della difesa del 20enne egiziano e della 43enne, compagna dell’operaio.
Per l’accusa, i due erano amanti e avevano organizzato un colpo a casa di lei per prendere dei gioielli, picchiando a bastonate l’operaio, che era in casa.
Ma all’udienza di convalida dell’arresto, tenutasi ieri mattina in carcere, i due hanno dato una versione diversa. A cominciare dal loro rapporto. “Non abbiamo una relazione”, avrebbero detto entrambi al giudice. Si erano conosciuti al campeggio estivo in cui la donna portava la figlia, avuta nove anni prima dall’operaio.
Il 20enne egiziano lavorava come pizzaiolo. Erano entrati in confidenza. Lei gli aveva raccontato i suoi problemi a casa. Gli aveva detto che il compagno beveva, non le lasciava mai un soldo e non voleva che impegnasse i suoi gioielli. Così lei aveva pensato di prenderli di nascosto e il ragazzo si era offerto di aiutarla.
Per questo sarebbe entrato con lei nella sua casa in località Petignano, a Orte, tra martedì e mercoledì notte. Ma l’operaio li ha sorpresi a rovistare nel portagioie in camera da letto.
Tra lui e il ragazzo è nata una colluttazione. L’operaio sarebbe stato il primo a colpire, secondo il racconto dell’egiziano al giudice. Il 20enne ha ricevuto un forte pugno al collo che gli ha fatto sputare sangue. Da lì in poi, ha cominciato a picchiare l’operaio con un ramo d’albero che aveva raccolto sotto casa. L’uomo è finito a Belcolle in gravi condizioni.
I racconti degli arrestati, comunque, non hanno convinto il giudice Rigato, che ha negato gli arresti domiciliari a entrambi.
