![]() Il palco in piazza degli Scotolatori |
Riceviamo e ppubblichiamo – Bravi Andrea e Filippo. Quanto è successo a Pianoscarano è veramente deplorevole, ma questa è una città particolare, bellissima d’aspetto, anzi unica, ma arida di cuore.
E’ la città in cui molti si riempiono la bocca con la parola cultura, ma poi non fanno nulla che contribuisca a farla crescere, anzi.
E’ una città in cui ci sono persone che tirano a lucido i pavimenti della propria casa e hanno cucine linde e profumate, ma depositano appena fuori la loro porta d’ingresso cumuli d’immondizia senza rispettare minimamente le regole della raccolta differenziata.
E’ vergognoso che, soprattutto in questi giorni, agli angoli del meraviglioso quartiere medievale ci siano sacchi d’immondizia sparpagliati dove i cani, lasciati liberi dai proprietari, banchettano e depositano i bisogni senza che nessuna li raccolga.
Purtroppo Viterbo non è esente dalla logica generale per cui la maggior parte delle persone è incapace di sviluppare una convivenza civile orientata allo scambio sociale e dove i rapporti interpersonali siao al centro dell’interesse comune. Viviamo ormai in una società ripiegata su se stessa dove l’obiettivo principale è quello del profitto privato. Se i viterbesi vedessero un pochino più in là del loro naso capirebbero che Caffeina e altri eventi culturali, rappresentano una concreta opportunità per la città e per i viterbesi stessi, con una ovvia prospettiva di crescita economica.
Ma questa è la città in cui a Ferragosto non trovi un ristorante o un bar aperto, la città in cui chiese con tesori inestimabili sono sempre chiuse, perché non si capisce (e in questo caso mi rivolgo all’amministrazione che ci governa) che basterebbe un gruppo di ragazzi (magari disoccupati), che si accontenterebbero di poco, per risolvere il problema e creare opportunità di lavoro.
E la città in cui il centro storico si svuota perché non ci sono parcheggi e in cui le lobby dei commercianti impediscono ottusamente lo chiusura del centro storico alle auto con la conseguenza che i turisti scrivano poi recensioni del tipo: città pericolosissima per chi ha bambini piccoli in passeggino e questo è solo un esempio.
Probabilmente con i vostri barbosi incontri avete impedito agli abitanti del quartiere l’ascolto dei loro programmi televisivi preferiti!
Una cosa che mi infastidisce non poco è che anche chi dovrebbe avere una maggiore sensibilità culturale abbia cadute di stile perché restio a partecipazioni più vaste: si parla di Viterbo e dei suoi archivi e non si ritiene necessaria la partecipazione dell’Achivio di Stato.
Fortunatamente non tutti i viterbesi sono così, e lo sapete, perché innumerevoli sono le persone che quotidianamente vi rinnovano la loro stima, collaborando, nel loro piccolo e quanto più possibile, anche con critiche costruttive.
Infine un’ultima considerazione sul costo del biglietto d’ingresso agli eventi. Un costo simbolico, perché 2,5 euro altro non può essere, ma è quanto basta per permettere una maggiore libertà nelle scelte quanto mai necessaria per un evento che ogni anno diventa più importante.
E appena il caso di far notare che anche in altre città che vantano festival importanti gli ingressi alle aree sono a pagamento, come a Mantova per esempio, oppure nel caso di eventi diversi si paga l’ingresso alla città, come a Bevagna. In ogni caso a Caffeina gli incontri ad ingresso libero sono molti di più di quelli a pagamento, quindi ce n’è per tutti.
Anzi in altre città fanno anche di più: le famiglie si offrono spontaneamente per ospitare a cena in casa propria i protagonisti degli eventi che si trovano così immersi in una atmosfera familiare e tipica del luogo.
Questo potrebbe solleticare forse la vanità dei viterbesi?
Un consiglio: non vi curate di chi non vi merita!
Buon lavoro.
Manuela Claudiani
Direttore amministrativo – Responsabile promozione e comunicazione Archivio di Stato di Viterbo
