![]() Un'aula del Palazzo di giustizia viterbese |
– “Mi ha sbattuto addosso alle grate della banca. Ho reagito per cercare di liberarmi. Ma non volevo colpirlo”.
Si è difeso così il ragazzo accusato di aver sfigurato un suo coetaneo con una bicchierata in pieno viso. La violente lite avvenne fuori da un bar a Montefiascone, nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2009.
Al centro della disputa, la gelosia per una ragazza, “contesa” tra l’imputato, accusato di lesioni aggravate, e il suo coetaneo, costituitosi parte civile al processo.
Ieri, la parola è passata al giovane alla sbarra che ha raccontato, in aula, la sua versione dei fatti. La discussione tra i due, iniziata già all’interno del locale, davanti alla ragazza, è proseguita anche all’esterno. “I miei amici mi hanno accompagnato fuori per calmarmi e bere qualcosa – ha detto l’imputato -. Lui mi ha aggredito, sbattendomi contro l’inferriata della banca, lì vicino. Sono stato preso per il collo. Certamente ho reagito. Mi sono divincolato. Avevo il bicchiere in mano, ma dev’essere partito accidentalmente. Non volevo colpirlo. Non me ne sono neanche accorto”.
Dello stesso avviso, gli altri tre testimoni della difesa, ascoltati ieri mattina al processo. Anche secondo loro sarebbe stata la parte offesa a cominciare. Ma il ragazzo sfigurato dalla bicchierata nega, insieme alla giovane all’origine della disputa che, nel frattempo, è diventata sua moglie. Ascoltati entrambi dai giudici a marzo, hanno detto che tutto era partito da una battuta. “Non ti avvicinare troppo a lei, che sono geloso”, avrebbe detto il ragazzo all’imputato. Ma lui avrebbe reagito male. Al punto da impugnare un bicchiere e spaccarglielo in faccia.
Il collegio dei giudici presieduto da Gaetano Mautone (a latere Rita Cialoni ed Eugenio Turco), ha disposto una perizia sulle ferite riportate dalla vittima, per accertarne la natura e l’entità. L’incarico al medico legale Alfredo Borghetti sarà affidato il 9 ottobre.
