![]() L'uscita dalla caserma degli arrestati nell'operazione Vito |
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– Crolla l’accusa per uno degli arrestati dell’operazione Vito.
Il giovane, L.O., 25enne di Vallerano, era finito in arresto nel maxi blitz antidroga eseguito un mese fa da carabinieri e finanza.
Trenta le ordinanze di custodia cautelare eseguite in quell’occasione, per un totale di 55 arresti in due anni.
Per il 25enne di Vallerano i gravi indizi di colpevolezza ipotizzati dall’accusa erano caduti già dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, che aveva revocato la misura degli arresti domiciliari.
Una nuova conferma per la difesa di L.O., rappresentata dall’avvocato Pietro Pesciaroli, è arrivata tre giorni fa, con la pronuncia del tribunale del Riesame, che ha annullato l’ordinanza che disponeva i domiciliari per il giovane.
L.O. è uno dei 22 italiani finiti in arresto dopo il blitz dello scorso 19 giugno. Gli altri otto erano albanesi, marocchini e romeni. Tutti accusati di aver dato vita a un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione, denominata “Vito”, prende il nome da un modello di furgone – il Mercedes Vito – presumibilmente usato da uno degli arrestati per consegnare droga a domicilio ai clienti.
L’indagine, coordinata dal pm Paola Conti e condotta in sinergia da finanza e carabinieri, era partita nel 2010.
Il blitz “Vito” ne è stata il coronamento. Oltre ai 55 arresti (di cui trenta solo nella notte del blitz), militari e fiamme gialle hanno denunciato 22 persone a piede libero e sequestrato più di cinque chili di droga. Stupefacenti di ogni tipo: dalla marijuana alla cocaina, passando per le piante di canapa indiana, l’ecstasy, la ketamina, l’eroina e l’hashish.
La distribuzione sarebbe avvenuta attraverso canali molto ramificati.


