– Giornata intensa, quella di oggi, al tribunale di Viterbo.
Molti i processi importanti che prenderanno il via questa mattina. Primo tra tutti, quello sullo scandalo Cev, la società partecipata del Comune di Viterbo finita dal 2007 nel mirino della magistratura.
34 gli imputati, tra amministratori vecchi e attuali (tra cui l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli), imprenditori, liberi professionisti, accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio ed emissione di fatture false. Un grande calderone che comprende tanto gli importi gonfiati che il Comune avrebbe versato al Cev per l’esecuzione di alcuni servizi, quanto il pagamento di spese straordinarie che avrebbero originato i debiti fuori bilancio del Comune. Fino agli appalti, per l’accusa, irregolari.
Un processo che si trascina dalla fine del 2011 senza mai iniziare. Ma c’è di peggio. Il processo Asl, per esempio, che va avanti a rinvii dal dicembre 2010 e che, finalmente, oggi, dovrebbe entrare nel vivo.
E’ il “filone romano” dell’inchiesta sulla sanità locale, che coinvolge l’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi, la dirigente del servizio informatico Patrizia Sanna e il socio Isa Riccardo Perugini. L’accusa, per tutti, è corruzione. La Isa, attiva nel settore informatico, godeva, per la Procura, del monopolio della gestione del sistema informatico della Asl romana. Il tutto, grazie a Sanna e Mingiacchi che, in cambio del loro impegno ad assicurare appalti alla Isa, sarebbero stati ricompensati con tangenti da 5mila euro al mese.
I legali di Mingiacchi hanno già sollevato questioni tanto sulla competenza territoriale – che, per loro, sarebbe del tribunale di Velletri -, quanto sull’incostituzionalità della norma che prevede il giudizio immediato. Stamattina, la parola passerà ai pm e poi ai giudici per la decisione.
L’altro processo mai iniziato è quello a Silvano D’Ascanio, che si trascina dal giugno 2010. Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione l’accusa per l’ex titolare dell’agenzia pubblicitaria Studio Uno, che deve rispondere della pubblicazione di annunci a sfondo sessuale su un giornale locale.
Infine, Miniera d’oro 2. L’indagine sull’appalto dei lavori alla scuola elementare Lo Gatto di Graffignano.
La ditta di uno dei tre imputati, Domenico Chiavarino, se lo sarebbe aggiudicato al prezzo di una presunta tangente all’ex sindaco Fabrizio Marchini (condannato di recente a un anno e nove mesi). Il secondo appalto era per l’acquisto di due automezzi da parte del Comune. Gara, anche in questo caso, pilotata, a detta dell’accusa.
Le difese hanno chiesto che sia dichiarata l’inutilizzabilità delle intercettazioni raccolte dalla Procura. Il collegio si è riservato la decisione, prendendo tempo fino a oggi, quando i giudici dovranno riunirsi in camera di consiglio per la decisione.



