![]() Vincenzo Peparello, presidente Confesercenti Viterbo |
Riceviamo e pubblichiamo – I saldi di fine stagione sono ancora considerati un occasione per tutti per i consumatori che presso i propri negozi di fiducia troveranno prodotti di qualità scontati anche oltre il 50% e un maggior assortimento, e per le imprese dopo il pesante calo di mercato, attorno al 20% che si va ad aggiungere all’aggravio dei costi e delle batoste fiscali, cominciando dall’Imu.
Se, da una parte siamo soddisfatti, sull’accordo Stato Regioni per una data univoca che avevamo chiesto della partenza dei saldi in tutte le regioni, per il resto rispetto le istanze prodotte dalla nostra associazione e dagli operatori soprattutto del settore moda (Fismu Fed.It.Set.Moda), la situazione ci sembra peggiorata.
Vuoi per l’ulteriore calo dei consumi, causato dalla sempre minor disponibilità del reddito delle famiglie alle prese con nuovi rincari dei servizi pubblici e privati (acqua, energia elettrica,gas, tarsu, imu ecc.) ma anche tasse e benzina e per le imprese che a fronte ugualmente di maggiore pressione fiscale, si vedono anche costrette a mettere a saldo merce a inizio di stagione e quindi non rimanenze di magazzino, a prezzi scontati e che vanno a incidere ulteriormente sulla diminuzione dei fatturati (– 20% circa) negli ultimi tre anni.
Inoltre, per quanto riguarda le altre forme di vendita, dove avevamo chiesto interventi per regole precise, prendiamo atto che, “è giungla”.
In un mercato dove non ci sono più regole e in momento difficile di crisi come questo, c’è sempre più il serio rischio di forme di degrado sociale: abusivismo con l’immissione di merce di dubbia provenienza e sicuramente di scarsa qualità, cosa invece che non è per i prodotti a saldo e che il più delle volte genera turbativa commerciale e confusione ai consumatori.
Il problema delle nostre piccole e medie imprese è il fatturato. Se calano i consumi, cala la produzione, cala il fatturato, di conseguenza le aziende hanno sempre più difficoltà a rimanere competitive sul mercato e spesso sono costrette a diminuire gli orari di lavoro dei dipendenti fino al licenziamento.
Un appello rispetto ai veri problemi che affliggono il comparto commerciale e del terziario in generale e le Pmi che sono l’ossatura del nostro sistema economico, rivolgiamo ai nostri governanti, se, come sembra resta probabile un nuovo aumento delle due maggiori aliquote Iva e altre tasse, a nostro avviso a beneficio dell’inflazione e a discapito dei redditi, allora qualcuno si dovrà pur assumere le responsabilità di altre migliaia di imprese che chiuderanno.
Altro che boccata d’ossigeno, dovuto ai saldi.
Vincenzo Peparello
Presidente Confesercenti Viterbo
