![]() Enrico Esposito e Maria Lorenzini |
![]() La notifica degli avvisi di garanzia in aula ai coniugi Esposito, durante il processo al loro figlio Paolo, il 20 novembre 2010 |
![]() 20/11/10 - Gli avvocati di Esposito, contrariati, chiedono una sospensione dell'udienza |
![]() 20/11/10 - Gli Esposito escono dall'aula per andare in caserma |
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(s.m.) – Inizia con fuochi d’artificio il processo agli Esposito.
Accusa e difesa si sono date battaglia già alla prima udienza di questa mattina, che ha aperto il processo a Enrico Esposito e Maria Lorenzini per subornazione di testimone, al tribunale di Montefiascone.
Oggetto delle schermaglie, il filmato di una delle udienza del processo al loro figlio Paolo Esposito, l’elettricista di Gradoli condannato all’ergastolo per l’omicidio della sua convivente Tatiana e della figlia Elena.
Era il 20 novembre 2010. Mentre assistevano, in aula, al processo per il figlio, ai coniugi Esposito furono notificati gli avvisi di garanzia per subornazione di testimone. Li si avvisava, in pratica, che la procura di Viterbo aveva aperto su di loro un fascicolo per un presunto tentativo di corrompere un testimone. Un certo Augusto Pesci che, secondo le indagini dal pm Renzo Petroselli, fu avvicinato dagli Esposito affinché testimoniasse in favore del loro figlio Paolo.
L’avvocato Enrico Valentini ha chiesto l’acquisizione del video girato da Tusciaweb durante quell’udienza. Immagini che mostrano i carabinieri consegnare agli Esposito gli avvisi di garanzia, suscitando l’irruenta reazione degli avvocati del figlio, che hanno poi assunto anche la difesa dei due coniugi.
Il pm Petroselli si è opposto. Alla fine, l’avvocato Valentini ha ceduto e ritirato la richiesta.
L’udienza è proseguita regolarmente con l’ammissione delle prove. Sarà un processo rapido: il 7 marzo 2013, il giudice Italo Ernesto Centaro ascolterà il presunto testimone “pressato” dagli Esposito, Augusto Pesci, e poi Gerardo Naddeo, medico e amico di vecchia data dei due coniugi e del figlio Paolo.
Dopodiché, la parola passerà ai due imputati e, infine, a pm e difesa per le loro conclusioni.





