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Sambuci: “Lavoro precario, frutto avvelenato della politica”

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Angelo Sambuci segretario provinciale Uil

Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo letto nei giorni scorsi sugli organi di informazione echi preoccupanti di una lotta politica che, nell’amministrazione provinciale, si sta scaricando sulle spalle dei giovani lavoratori precari dell’ente.

Abbiamo cominciato a leggere sugli organi di informazione prese di posizione di consiglieri provinciali di maggioranza ormai apertamente deliranti.

C’è chi si spinge a ricordare – e poi a chi lo ricorderebbe? A noi? Ai lavoratori? A se stesso? – che i contratti di lavoro precario dovrebbero essere temporanei ed esser stipulati per far fronte ad esigenze temporanee. Ma davvero?

Se, però, i politici si candidassero per svolgere una missione, anziché per coronare ambizioni personali, e si preoccupassero, perciò, di informarsi su come funzionano i servizi delle amministrazioni che tanto indegnamente amministrano, scoprirebbero, ogni tanto, che, per esempio, alle amministrazioni provinciali sono state trasferite funzioni (statali, sempre per fare un esempio) ma non il relativo personale.

Quelle funzioni sono divenute esigenze non transitorie, cioè permanenti. Ma, fin dall’inizio, vi si è fatto fronte con lavoratori precari. Questo sarebbe legittimo? No, è chiaro che è illegittimo.

E fin qui la legge…

Ma soprattutto, dal punto di vista politico, e morale – prima che politico, questo è sfruttamento del lavoro! Vero o falso? Nell’amministrazione provinciale lavorano decine di giovani lavoratori con contratti più o meno temporanei da decine di anni.

Dall’epoca della Giunta Marini (centro destra, gestione Pdl Udc), e poi della Giunta Mazzoli (centro sinistra), e poi ancora Meroi… Molti di questi giovani non hanno potuto programmare progetti, coltivare sogni. Nella loro situazione si trovano centinaia di migliaia di lavoratori pubblici, in ogni comparto. Perché lo Stato, le amministrazioni hanno sfruttato il lavoro precario più ferocemente di quanto lo abbiano fatto i privati.

Di cosa parlano, ora, i vari politicanti all’ultimo stadio? Il principio del merito vale soltanto ora? Non abbiamo noi – lavoratori e sindacati – dato inizio al lavoro precario: è un frutto avvelenato della politica.

Per noi, quando si comincia una attività (come il grande progettone che la Provincia promuove tanto) si comincia bene dall’inizio assumendo a tempo indeterminato chi lo merita.

Ma se si sfruttano dei ragazzi per decenni non si può, poi, far finta che nulla sia accaduto. I lavoratori della provincia devono essere stabilizzati; cioè a dire che i loro contratti devono rispettare la realtà delle esigenze. Se l’esigenza non è transitoria (e non lo è mai) i contratti devono essere a tempo indeterminato. Questo è quel che tutti sentono, in fondo, essere la giustizia.

Il governo appena passato, per mano del suo Ministro della Funzione Pubblica (il peggiore della storia della Repubblica – Brunetta, intendiamo) non ha fatto nulla per il precariato, ha ignorato il problema dei più deboli. Il governo attuale pare Ponzio Pilato…

Adesso, anche l’ultimo consigliere provinciale assurge a comportarsi come una specie di Demostene – ammesso che sappia ciò di cui parla… Forse, il prossimo governo penserà a una stabilizzazione; noi non lo sappiamo.

Ma fino ad allora le speranze di tanti giovani non devono essere pregiudicate, calpestate sull’altare di piccole beghe politiche di infimo livello.

E così la nostra conclusione: se i livelli occupazionali presso l’amministrazione provinciale non saranno conservati, per quanto ci riguarda inizieremo azioni politiche, sindacali, giudiziarie, le più intense di cui saremo capaci.

In un certo senso, noi lo avevamo già detto – lo avevamo, in fondo, già previsto – quando non sono stati rinnovati i contratti ai collaboratori a progetto. Speriamo che, a fronte della gravità di questo attacco al diritto al lavoro dei più giovani, ritroveremo la forza e gli ideali dell’Unità Sindacale.

Il segretario generale Uil
Angelo Sambuci


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