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Sistri, le riflessioni di un imprenditore

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– Francesco Biondi, imprenditore di Viterbo, componente, dallo scorso 23 giugno, della direzione della Cna di Viterbo e Civitavecchia, ha inviato alla presidenza dell’Associazione una lettera che propone una riflessione sulla tormentata vicenda del Sistri, simbolo dello stato di incertezza e confusione in cui le imprese sono spesso costrette ad operare.

Come è noto, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, istituito dal precedente governo nonostante la richiesta delle associazioni di categoria di verificarne prima la effettiva funzionalità, non è mai diventato operativo.

L’entrata in vigore del decreto (modificato, nel tempo, da 21 provvedimenti) è stata prorogata, dal 2010, ben nove volte. Il mese scorso, finalmente, la sospensione fino al 30 giugno 2013, grazie all’intervento del ministro dell’Ambiente.

Intanto, però, le imprese hanno sostenuto i costi per l’iscrizione al Sistri e hanno partecipato a corsi di formazione per la gestione del nuovo sistema.


La lettera

Il mio sguardo scorre velocemente i titoli dei faldoni e si ferma su un’etichetta che somiglia a quella di un rosso nobile invecchiato; leggo “Smaltimento – Sistri: corso, pratiche rilascio dispositivi, appunti e varie”, anno 2009.

Considerata la mia età, mi perdo nostalgico nel sopito ricordo di una personale partecipazione convinta a tanto convinta iniziativa del Ministero.

Mi ritrovo in quell’aula veramente confortevole che ascolto il corso predisposto a spianarci la strada verso la guida serena di una motocicletta bellissima, gonfia di cavalli verdi come la benzina senza piombo (chissà!), veloce come il vento di tramontana; mi trascino poi in una sensazione di malessere post-sbronza considerando il tempo impiegato e i soldi spesi.

Non voglio risposte che potrei trovare agevolmente da solo, non cerco giustificazioni che qualcuno avrebbe il dovere di dare, non chiedo per ora il risarcimento del mio tempo e del mio denaro; io cerco con forza di condividere con gli altri miei colleghi un profondo senso di delusione, un urticante e inquinante desiderio di buttare via il faldone senza nemmeno recuperarlo alla faccia del sano smaltimento tanto decantato come il rosso di prima; vorrei trovare compagni che insieme a me urlassero in faccia a questi bravi ecologisti non praticanti: “Noi siamo pronti, voi non lo siete ancora”.

Francesco Biondi


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