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Sociale, oltre 7 milioni per i Comuni del Lazio

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L'assessore regionale Aldo Forte

L'assessore regionale Aldo Forte

– Sociale, oltre 7 milioni per i comuni del Lazio.

Saranno 42 i comuni della provincia di Viterbo a beneficiare dei 7,4 milioni stanziati dall’assessorato alle Politiche sociali e famiglia della Regione Lazio in favore dei Comuni del Lazio per interventi di naturasocio-assistenziale.

Del finanziamento, infatti, 5,7 milioni di euro sono stati destinati ai Comuni con popolazione tra i 2mila e i 150mila abitanti, mentre 1,7 milioni ai piccoli Comuni.

Nel dettaglio, sono 221 i Comuni beneficiari dellostanziamento di 5,7 milioni di euro: 77 nella provincia di Roma, 56 nella provincia di Frosinone, 42 in quella di Viterbo, 27 in quella di Latina e 19 in quella di Rieti. Mentre le risorsedestinate ai piccoli Comuni sono ripartite attraverso i singolidistretti del Lazio.

“Continuiamo a investire sul sociale – dice l’assessore regionale Aldo Forte – sostenendo gli enti locali che sono iprimi a rispondere ai bisogni e alle emergenze delle persone edelle famiglie. I 7,4 milioni ripartiti secondo criteri di equità tra i Comuni, si aggiungono agli oltre sessanta milioni di euro che abbiamo stanziato attraverso i piani di zonadistrettuali.

Risorse di vitale importanza in questo momento di crisi, nel quale è per noi strategico investire sul sociale come testimoniato anche dall’assestamento. Perché se da un lato vuol dire aiutare concretamente le famiglie, dall’altrosignifica anche creare servizi sul territorio, nuove opportunità di occupazione e ottimizzare la spesa dei servizialla persona pur accrescendo l’appropriatezza delle risposte”.

I Comuni potranno rispondere a una serie di bisogni. Si va dalla prevenzione delle situazioni di disagio edi emarginazione sociale per evitare che si trasformino in emergenze agli aiuti alle famiglie, con particolare attenzione ai servizi per l’infanzia e all’assistenza domiciliare per i non autosufficienti, fino al sostegno alle strutture che prestano servizi socio-assistenziali, come i centri diurni per disabili, le case famiglia, i centri anziani.

“Le risorse sono fondamentali – aggiunge Forte – ma per continuare a garantire servizi nella nostra regione va riformatoil settore socio-assistenziale. Questa è la nostra priorità e questo è quello che stiamo facendo, ovvero la creazione di un sistema che fino ad oggi è mancato. Da qui la scelta di ununico modello, le Oasi, in linea con tutte le riforme che sistanno conducendo anche a livello nazionale.

Perché non è più possibile erogare i servizi in 55 modi diversi ma bisognaragionare in una logica associata che ci permetta di superare l’instabilità e l’incertezza dei progetti sperimentali e dimettere a sistema i servizi”.


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