![]() L'architetto Laura Gallucci |
(p.p.) – Rischia di annegare, salvata da un giornalista viterbese.
Una tragedia sfiorata e una consumata. Sabato pomeriggio Laura Gallucci, architetto di Roma, ha perso la vita nelle acque del Chiarone a Capalbio.
In mare con lei anche l’amica e compagna di vacanza Maria Mosca che è riuscita a salvarsi grazie all’intervento del giornalista viterbese Gianni Tassi.
E’ proprio lui a raccontare i drammatici momenti di una estenuante lotta contro il mare. Di una grande fatica che ha lasciato l’amaro in bocca. “Ero in spiaggia con mia moglie – dice Tassi -. In acqua non c’era quasi nessuno perché il mare era molto mosso e c’era la corrente. A una certa distanza da noi però ho notato due persone che non riuscivo bene a distinguere. Gesticolavano a una quarantina di metri da terra come se stessero salutando i ragazzini di fronte a loro”.
I segnali sono andati avanti alcuni minuti. “Le due persone continuavano a sbracciarsi. Ho iniziato ad avere dei dubbi e quindi mi sono alzato per avvicinarmi. Quando sono arrivato di fronte a loro, sono entrato in acqua senza buttarmi. Erano due donne e guardavano verso di me, chiamandomi. A quel punto ho capito che erano in pericolo e mi sono tuffato. Mi ha seguito un signore che stava poco più in là”.
Nel frattempo la corrente aveva diviso le due donne allontanandole l’una dall’altra. “Volevo solo salvarle – continua -. Ma erano state separate dalla corrente per cui mi sono subito diretto verso quella che era più lontana. L’ho presa tranquillizzandola. Mentre la trascinavo ero di spalle alla spiaggia e non vedevo cosa accadesse all’altra signora“.
Dopo aver portato sulla secca la donna soccorsa, Tassi voltandosi verso l’altra l’ha vista galleggiare con la testa sott’acqua. “Sono andato subito dall’altra donna – dice – l’ho raggiunta e l’ho girata. I suoi occhi erano sbarrati e le pupille dilatate. Probabilmente aveva bevuto molta acqua. L’ho presa per portarla a riva”.
E’ stata una lotta contro la corrente e le onde. “Ho faticato molto perché la corrente mi portava via – racconta -. C’è stato un momento che ho avuto paura, ma ho sempre vissuto al mare, lo conosco bene e ho dimestichezza con l’acqua. Non mi sono fatto prendere dal panico. Questo mi ha salvato”.
La moglie Sabrina Mechella, anche lei giornalista, ha fatto la respirazione bocca a bocca a Laura Gallucci. “Non c’è stato niente da fare – continua – aveva ingerito troppa acqua e probabilmente i suoi polmoni erano pieni”.
Dopo una decina di minuti sono arrivati i bagnini e i sanitari del 118 che sono stati calati dall’elicottero.
Alla fine per Tassi resta l’amarezza. “Ne ho salvata una e non sono riuscito a fare lo stesso con l’altra. Mi è morta tra le braccia. Più di quello però non potevo fare”.
Per il giornalista c’è anche tanta rabbia. “Non capisco come le persone di fronte non abbiano potuto accorgersi di questa situazione. Se fossimo stati in quattro, probabilmente, ce l’avremmo fatta. Le avremmo salvate. Un’altra cosa che mi fa rabbia poi è che sulla spiaggia non ci sono salvagenti o corde. Questo perché viviamo in un paese incivile in cui dopo cinque minuti li avrebbero rubati. Con i mezzi di soccorso le avremmo salvate”.
Tassi evita gli eroismi. “Ho fatto la metà di quello che dovevo fare – conclude -. Tante persone lo fanno tutti i giorni e penso che chiunque conosca un po’ il mare avrebbe agito allo stesso modo”.
Paola Pierdomenico
