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Tanzi e Pambieri in “Doppio inganno”

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Doppio inganno a Ferento

Doppio inganno a Ferento

– Un classico, una commedia, domani sera (ore 21,15), domenica 29 luglio, in scena al teatro romano antico di Ferento per la stagione estiva organizzata da Consorzio Teatro Tuscia e dalla Provincia di Viterbo con la direzione di Patrizia Natale.

E’ “Doppio inganno” interpretata dalla coppia Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi. Ispirata alla Càsina di Plauto, commedia di immortale successo (mutuata da “Clerumenoi”, cioè “I sorteggianti” del greco Difilo), diviene, nel 1525, oggetto di rielaborazione da parte di Machiavelli, attirato dall’inossidabile intreccio farsesco e, probabilmente, dalle implicazioni autobiografiche che lo spingevano ad una ironica identificazione con il protagonista.

La Clizia, grazie ad una struttura, e ad una lingua già permeate di valori borghesi, fa emergere più facilmente davanti ai contemporanei gli elementi che giustificano, anzi incoraggiano, un’indagine su ciò che vi è di attuale e di efficace in questa trama. La versione messa in scena è ricca di suggestioni visive e contributi musicali originali, dove una straordinaria corrispondenza di elementi, e di simboli, trasforma il semplice dipanarsi dell’azione scenica in un rituale travolgente, comico e onirico allo stesso tempo, spregiudicato come una festa carnevalesca, visionario come un film di Kubrick.

“Le responsabilità cominciano dai sogni – scrive Giacomo Zito nelle note di regia – Perché sono, i sogni, il luogo primo dove le regole e l’ordine vengono sfidati e infranti dalla furia dei nostri desideri più profondi e inconfessabili, e quando sogno e desiderio dell’individuo esondano sulla realtà e si confondono con essa, uno degli antidoti più efficaci ad un processo che è di per sé produttore inarrestabile di tragedia, è proprio la commedia, la denuncia attraverso ciò che di comico c’è in un comportamento egoistico e asociale. Quindi ridere è la manifestazione pacifica -individuale e collettiva- del castigo sociale nei confronti di chi è stato stregato da un sogno.

Doppio Inganno non è solo un intrigo perfetto, con richiami che rimandano all’attualità, ma è il travestimento di un esorcismo contro il Tempo. Un grande pendolo, (come un patibolo?), dètta inesorabile il suo scorrere: è un conto alla rovescia, la vita. E l’illusione giovanile di essere eterni, con il traguardo oltre l’orizzonte, cede il posto alla subliminale ma serpeggiante sensazione che la fine si avvicina, e i giorni cominciano sempre più rapidamente a precipitare uno sull’altro. Ma bisogna pur che il corpo esulti. E c’è chi per questo perde la testa. È una partita a cronometro, dove il baro viene burlato dal suo antagonista, e non si accorge che la partita è truccata, e quando è ormai caduto nella trappola e si accorge che tutti ridono di lui, è troppo tardi: game over”.


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