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Voglio semplicemente godermi la cultura

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Toni Capuozzo

Paola Concia

Paola Concia

– Voglio semplicemente godermi la cultura. Questo sarà il senso della mia Caffeina.

In redazione il toto nome sugli artisti che avrebbero partecipato all’edizione 2012 è iniziato a fine maggio. Voci. Speranze. Ipotesi impossibili. Finché è uscito il programma.

Quattrocento appuntamenti in quindici giorni. Un centinaio di artisti importanti. Impossibile seguirli tutti. Ma da qualcosa, anzi da qualcuno dovrò iniziare. Come spesso mi capita di fronte a una scelta, di solito presa da un po’ di ansia, decido per la soluzione sbagliata.

Stavolta mi impegno. Prendo carta e penna inizio a guardare il programma. Segno nomi e appuntamenti. La lista è lunga. Devo selezionare ancora. Non ho un filo conduttore. Non mi va di privilegiare un unico tema, non mi precludo niente e alla fine con le dosi giuste ottengo la mia miscela.

Dentro c’è Toni Capuozzo con “Le guerre spiegate ai ragazzi”. Capuozzo è spesso venuto a Viterbo e non l’ho mai incontrato. Quest’anno ho deciso di andare. Ho voluto che fosse lui in persona a raccontarmi le esperienze vissute. Ho voluto leggere sul suo volto i segni di una vita passata fuori casa a contatto costante con il pericolo.

Il 2 luglio dovrò risolvere un dubbio amletico. Scegliere tra il giornalista Mario Giordano che presenta “Spudorati” e alla stessa ora la parlamentare del Partito democratico Paola Concia che parla del suo libro “La vera storia dei miei capelli bianchi. Quarant’anni di vita e diritti negati”.

Lo so. L’accostamento potrebbe non sembrare tanto logico. Ma mi piacciono entrambi. Uno, per il sarcasmo con cui scrive e racconta la politica italiana senza troppe inibizioni. L’altra, per la carica che ha nel portare avanti le sue battaglie.

Il 5 luglio mi aspetta Niccolò Ammaniti che ho conosciuto e apprezzato con il romanzo “Io e te” e che mi incuriosisce con l’ultima fatica “Il momento è delicato”.

Ancora giornalismo con Luca Telese che il 7 luglio presenta “Gioventù amore e rabbia”. Oltre al libro, mi interessa di sapere cosa lo ha spinto a lasciare il Fatto per lanciarsi in una avventura giornalistica, fondando di punto in bianco una nuova testata, Pubblico, che dovrebbe partire da settembre.

Tutta questa Caffeina potrebbe non farmi dormire per mesi. Ho bisogno di una pausa. Riprendo l’11 con Giulio Tremonti che nel cortile dell’Abate parla del libro “Uscita di sicurezza”. Anche se non sono un’esperta di economia e con i numeri non ho mai avuto un buon rapporto sono curiosa di ascoltare le parole di un ex ministro e seguire dal vivo una discussione sull’attualità economico-politica italiana ed europea.

Non ci sono solo scrittori, giornalisti o artisti nel mio itinerario. Lo zucchero della mia Caffeina sarà la gente. Voglio stare in mezzo alle persone. Studiarne i volti, le espressioni e le reazioni mentre seguono un evento o ascoltano un dibattito. Voglio incontrarmi e, perché no, scontrarmi con opinioni diverse dalla mie.

Le persone saranno il gusto della mia Caffeina perché manifestazioni di questo genere esistono anche grazie a chi ne usufruisce e a chi rende viva e attiva una città. Sotto tutti i punti di vista.

Arrivo così alla fine del mio percorso. Condividerò l’ultima dose di Caffeina con mio padre. La mia avventura si concluderà, infatti, con Andrea Bartali e il suo libro “Gino Bartali, mio papà”. Voglio emozionarmi insieme a mio padre. Sarà un regalo per lui, grande appassionato di ciclismo, e un’occasione per me di conoscere quel fenomeno di cui mi ha sempre parlato e per cui “l’era tutto sbagliato e tutto da rifare”.

Paola Pierdomenico


– Il programma di Caffeina 2012


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