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“Confetti funebri” a prefetti e sindaci

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Sergio Tanturli

Sergio Tanturli

Il capo della Digos Monia Morelli e il maggiore Guglielmo Trombetta

Il capo della Digos Monia Morelli e il maggiore Guglielmo Trombetta

Il capo della Digos Monia Morelli

Il capo della Digos Monia Morelli

Il maggiore Guglielmo Trombetta

Il maggiore Guglielmo Trombetta

Gli uomini intervenuti nell'operazione

Gli uomini intervenuti nell'operazione

Gli uomini intervenuti nell'operazione

– “Confetti funebri” a prefetti e sindaci.

Sergio Tanturli è stato arrestato questa mattina dagli uomini della Digos di Monia Morelli e quelli della compagnia dei carabinieri di Ronciglione del maggiore Guglielmo Trombetta.

Ora si trova agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere di minacce aggravate a pubblico ufficiale e stalking, perché accusato di aver spedito una serie di lettere minatorie nell’arco degli ultimi cinque anni, nonché di detenzione illegale di proiettili.

Le due indagini, quella della Digos e quella dei carabinieri, sono partite autonomamente e sono poi state incrociate dagli inquirenti quando ci si è accorti che il contenuto e le modalità con le quali venivano strutturate le missive erano molto simili tra loro.

“Il nostro filone – spiega il capo della Digos Monia Morelli – è partito nel 2007 quando l’allora prefetto di Viterbo Alessandro Giacchetti riceve la prima lettera minatoria, precisamente il 31 luglio”.

Una lettera pesantissima nei contenuti e nelle minacce che riguarda, in particolare, la situazione di Ronciglione. “Nella missiva minatoria – continua la Morelli – si minacciava Giacchetti di morte qualora non fosse intervenuto sul problema delle corse a vuoto del centro cimino. A questa prima lettera, ne seguirono poi altre due, sempre indirizzate a Giacchetti”.

Le missive erano molto spesso accompagnate da proiettili calibro 22 e calibro 9×21 e contenevano precise minacce di morte. “L’uomo – precisa la Morelli – si nascondeva dietro dei simboli e delle sigle che potevano assomigliare a dei gruppi terroristici attivi negli anni ’70 e ’80. Con questa tattica l’uomo tentava di impaurire ancora di più le sue vittime anche se, secondo quanto emerso dalle indagini, i suoi gesti erano sempre autonomi e per nulla collegati a organizzazioni di nessun tipo”.

Sergio Tanturli, attuale presidente dell’associazione Scuderie che si occupa delle corse a vuoto di Ronciglione, sarebbe passato poi al successore di Giacchetti, il prefetto Carmelo Aronica.

Dal marzo del 2010 Aronica riceve tre missive minatorie. “L’autore – sottolinea la Morelli – minaccia il prefetto per la questione relativa all’inquinamento del lago di Vico. Quindi ci troviamo di nuovo di fronte a una vicenda che interessa il territorio del Comune di Ronciglione. L’uomo, inoltre, non esita a specificare di essere lui stesso l’autore delle precedenti missive, chiarendo che queste altre tre lettere fanno seguito a quelle già inviate a Giacchetti”.

Infine, pochi mesi fa, sarebbe stata la volta anche dell’attuale prefetto di Viterbo. “La dottoressa Scolamiero – conclude la Morelli – ne ha ricevute ben sette. Anche in questo caso l’autore parla di minacce di morte, insulta i politici locali e allega proiettili definendo le sue missive dei confetti funebri”.

Intanto nel giugno del 2011 Alessandro Giovagnoli, esponente del Pd di Ronciglione, riceve anche lui una lettera minatoria e denuncia il fatto ai carabinieri di Ronciglione comandati dal maggiore Guglielmo Trombetta.

“La missiva ricevuta da Giovagnoli – spiega Trombetta – conteneva dei proiettili e minacciava di morte e di sofferenze fisiche sia lo stesso Giovagnoli che la sua famiglia utilizzando insulti molto pesanti. Alla prima lettera ne sono seguite altre sei, a cadenza mensile, dal giugno di quell’anno a novembre”.

Nel caso di Giovagnoli il contenuto delle lettere era più specificatamente politico.

Tanturli è anche un esponente del centrosinistra di Ronciglione e in quel periodo era in concorrenza proprio con Giovagnoli per le primarie che avrebbero individuato il candidato sindaco che si doveva scontrare con quello del centrodestra nelle comunali del 2012.

L’obiettivo delle lettere – continua Trombetta – era quello di intimorire Giovagnoli e non farlo partecipare alle primarie. Questa tesi ci è stata confermata anche dal fatto che le missive minatorie arrivarono anche all’indirizzo di Massimo Sangiorgi, allora sindaco di Ronciglione. In quel periodo, infatti, la candidatura di Sangiorgi per il centrodestra era in bilico e l’autore delle lettere preferiva un candidato più forte che potesse battere Giovagnoli, che stava invece riscuotendo molto successo in paese. Le nostre indagini però, per quanto riguarda le minacce a Sangiorgi, non sono ancora terminate e continueranno nei prossimi giorni”.

Né Sangiorgi né Giovagnoli si sono comunque lasciati intimorire dalle lettere di Tanturli e alle comunali del 2012 il primo ha concorso ed è stato sconfitto, mentre il secondo è stato eletto sindaco, carica che ricopre tuttora.

L’arresto di Sergio Tanturli, avvenuto stamattina ai domiciliari, è stato possibile dopo l’incrocio del dna lasciato sulle buste inviate sia ai prefetti che ai sindaci, rilevato tramite delle tracce di saliva sul francobollo.

Infine Tanturli dovrà anche rispondere di detenzione illegale di proiettili di vario tipo poiché, se i proiettili inviati nelle lettere erano appartenenti a due pistole legalmente detenute, gli investigatori hanno anche trovato in casa sua nove bossoli “parabellum”, vietati dalla legge.

Sergio Tanturli, ex militare in pensione, si trova ora ai domiciliari dopo che il gip Marinelli ha convalidato l’arresto richiesto dal magistrato Tucci.


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