– Il delegato allo sport del Comune di Vetralla Elio Ferri sentito dal coordinatore delle associazioni sportive Giardino Gennaro, in merito ad un eventuale utilizzo della palestra comunale, smentisce categoricamente la notizia apparsa ultimamente sui vari siti giornalistici dove si diceva che la palestra era ad uso scolastico e non per le associazioni sportive.
“Come prevedevo che fosse – spiega Ferri -, la errata comunicazione, circa l’utilizzo della palestra di Cura, così mi è stato riferito è stata estrapolata da una risposta, in un contesto, che non voleva avere assolutamente, quel significato. Ho giustamente creduto allo stesso. D’altronde, come responsabile dello sport a Vetralla, ne ero rimasto, decisamente allibito ed oltremodo contrariato. Considerando comunque, che la stessa palestra di Cura, debba, anche se in maniera opportuna e dovuta, essere anche utilizzata vissuta, dai ragazzi tutti delle nostre scuole. Tanto dovevo, un affettuoso saluto a te Gennaro Giardino, sempre attento a tutte le notizie che riguardano lo Sport nel nostro comune”.
Giardino Gennaro afferma che “occorre provvedere a regolamentare l’utilizzo delle palestre e delle pertinenze degli istituti scolastici, allo scopo di favorire e promuovere l’apertura delle palestre scolastiche e comunali nel territorio, nello spirito della più ampia collaborazione e cooperazione tra le istituzioni interessate. Le attività e le finalità perseguite mediante la concessione d’uso delle palestre scolastiche sono improntate a valorizzare gli edifici scolastici come centri di promozione dell’educazione sportiva e ricreativa della comunità cittadina.
Facendomi portavoce delle varie associazioni sportive – continua – e tenendo conto di quanto dichiarato dall’architetto in un incontro avuto nel mese di maggio con il delegato allo sport presso la palestra, chiediamo di poter usufruire quanto prima della struttura anche solo per uso scolastico e attività sportiva e non per manifestazioni come detto dall’architetto responsabile dei lavori.
In questo periodo di crisi, in cui le famiglie devono tagliare tutti i costi superflui per arrivare alla fine del mese – conclude -, spesso la pratica di uno sport da parte dei nostri figli diventa un onere troppo elevato con il conseguente abbandono di essa con il risultato di vedere giovanissimi sulle panchine dei parchi a bere birra , fumare, e quant’altro“.
