– Nepesino picchiato, riconosciuto l’aggressore.
Si è svolto ieri l’incidente probatorio relativo all’aggressione a Ibiza subita da un gruppo di ragazzi italiani da parte di alcuni inglesi nella notte tra il 28 e 29 luglio.
Secondo le prime ricostruzioni si è trattato di una vera e propria “caccia all’italiano”. Dei ragazzi inglesi, infatti, avrebbero fatto una scommessa tra di loro per vedere chi sarebbe riuscito a picchiare un italiano.
L’episodio si è poi concluso in tragedia, con il ricovero del nepesino Andrea Nardi, di 20 anni, attualmente ricoverato in un ospedale spagnolo e sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia. Ora, attraverso il consolato italiano, è in preparazione il rientro del ragazzo in Italia, che sembra migliorare dopo un periodo di coma.
“Un testimone chiave – spiega l’avvocato Daniele Mandula, legale dei giovani nepesini – si è presentato di fronte al giudice e ha riconosciuto, tramite una fotografia, il presunto aggressore che quella notte provocò gravi lesioni ad Andrea Nardi, il 20enne nepesino”.
Intanto, nei confronti del ragazzo indagato, l’inglese di Chertsey D. N., è stato formulato dall’avvocato Mandula il capo di imputazione che sarà per lesioni e tentato omicidio.
Fondamentale durante tutta la vicenda è stato l’intervento del consolato italiano in Spagna.
“Ci tengo a precisare – spiega l’avvocato Daniele Mandula – la grande disponibilità e professionalità dimostrata dal console italiano per la Spagna che ha coordinato egregiamente il trasferimento dei genitori e dei parenti di tutti i ragazzi italiani che sono venuti a Ibiza dopo l’accaduto. Quell’efficienza ha garantito lo svolgimento di momenti molto delicati per i familiari della vittima nel modo più semplice possibile”.
I genitori di Andrea Nardi, intanto, aspettano di tornare nei prossimi giorni in Italia con il proprio figlio. “Ci teniamo a ringraziare – fanno sapere i genitori dei ragazzi italiani da Ibiza – la polizia civil spagnola che ha diretto le indagini dimostrando professionalità ed efficenza investigativa, in particolare gli uomini della guardia civil di Can Cifre”.
La famiglia di Andrea Nardi a Nepi ha una frutteria. In paese, per le cure a cui stato sottoposto il ragazzo, è partita la solidarietà e sarebbero stati raccolti seimila euro.


