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Caro scuolabus, raddoppiata la tariffa

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Lo scuolabus ecologico

Scuolabus

Riceviamo e pubblichiamo – In tempi in cui il fantasma che si aggira per l’Europa a turbare i sonni degli onesti cittadini si chiama spread e in tempi in cui i succitati, al risveglio, sono costretti a schivare la falce affilata della spending review, ecco che il comune di Orte apporta un piccolo ritocco alla tariffa da versare per usufruire del servizio di scuolabus.

Con una ancora irreperibile delibera, porta la quota annuale da 105 a 210 euro. Raddoppiandola. Non è difficile capire l’impatto di questo aumento: basti pensare a una famiglia con due figli che prendono lo scuolabus.

Quello che più sorprende in questa vicenda è, prima di tutto, la mancanza di uno straccio di motivazione e, poi, di informazione. Perché l’aumento? Il servizio migliorerà?

Verranno serviti snack durante il tragitto o che so io? Pare improbabile. Il fatto è che da un comune che effettivamente ha un buon servizio di newsletter ci si aspetterebbe che, oltre ad informare i cittadini dell’imminenza della sagra della tagliatella, si comunicassero, spiegandole, decisioni che impattano sul reddito e, comunque, relative a servizi così importanti quali quelli connessi alla scuola dell’obbligo.

E’ per questo che alcuni genitori hanno organizzato una raccolta di firme da inviare, insieme ad una petizione, al comune di Orte.

Si chiede non l’impossibile (perché l’onesto cittadino capisce che anche i comuni non se la passano bene) ma che l’aumento, se s’a da fare, non superi il cinquanta per cento della quota dovuta per il precedente anno scolastico. E che sia fatto uno sforzo per andare a reperire i soldi da qualche altra parte.

Finora sono state raccolte, in pochissimo tempo, oltre 200 firme. Sono firme “vere” perché ogni nominativo è corredato di luogo e data di nascita ed estremi di un documento.

Considerata l’entità della partecipazione, tutti i firmatari si aspettano che l’iniziativa sia presa in seria considerazione dall’amministrazione che forse, in questa occasione, ha dimenticato che è solo attraverso segnali di apertura e dialogo con la collettività che può sperare di recuperare un minimo di fiducia e credibilità.

Luca Agneni


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