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Danni da fauna selvatica, stabilite le strategie per di prevenzione

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L'assessore provinciale Franco Simeone

L'assessore Franco Simeone

Riceviamo e pubblichiamo – Prosegue incessante l’attività che la Provincia di Viterbo sta svolgendo per la prevenzione dei danneggiamenti alle coltivazioni agricole provocate dalla fauna selvatica. Il lavoro sinergico che l’assessorato all’Agricoltura, caccia e pesca sta coordinando è, infatti, incentrato sul riequilibrio delle densità delle specie problematiche (cinghiale, corvidi e nutrie), ormai fuori controllo da diverso tempo. In particolare gli sforzi si stanno concentrando sui cinghiali, che provocano centinaia di migliaia di euro di danni ogni anno.

A tal proposito, ieri l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Franco Simeone, ha incontrato gli imprenditori agricoli del comprensorio della pianura viterbese, per fare il punto sulla situazione attuale e sulle attività di prevenzione che s’intendono attuare nei prossimi mesi. La programmazione di tali attività prevede il supporto scientifico del dipartimento Dafne dell’Università degli Studi della Tuscia, che assicura un monitoraggio continuo delle aree più a rischio. Sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), si attivano infatti gli interventi di prevenzione.

“Ottimo il lavoro dei coadiutori alla gestione del cinghiale – affermano gli agricoltori – che, sotto il coordinamento della Polizia provinciale e degli uffici dell’assessorato all’Agricoltura, intervengono in maniera tempestiva con la messa in opera di recinzioni elettrificate e abbattimenti programmati, qualora necessari. Con la predisposizione e l’attuazione di un piano di controllo straordinario ed urgente della specie cinghiale, redatto dall’osservatorio per lo studio e la gestione delle risorse faunistiche del Dafne, stiamo andando nella giusta direzione, con l’obiettivo di una riduzione della consistenza degli animali nei prossimi mesi, anche con la collaborazione delle aziende faunistiche venatorie e delle aree protette presenti nel comprensorio”.

“Il modello messo a punto nella pianura viterbese – aggiungono – può essere esportato anche in altri contesti a rischio: attraverso il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli operatori e delle istituzioni locali, infatti, sarà possibile contribuire a ridurre l’impatto negativo del cinghiale sulle coltivazioni”.

“L’attività della Provincia proseguirà per tutto il periodo estivo – dichiara l’assessore Simeone -, sperando di giungere, nel più breve tempo possibile, ad un riequilibrio della popolazione faunistica, compatibilmente con le coltivazioni agrarie già duramente messe alla prova dalla siccità estiva. L’impegno dell’assessorato all’Agricoltura sarà costante e incisivo al fine di ridurre il danno, anche e soprattutto grazie alla sinergia e alla collaborazione con gli agricoltori, l’Università e le aziende. Anche la presenza dei cinghiali verrà monitorata, in modo da poter intervenire con anticipo con interventi di controllo”.

Provincia di Viterbo


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