![]() Andrea De Simone (Confartigianato) |
– E’ stato presentato oggi il tradizionale rapporto sull’edilizia elaborato dall’ufficio studi di Confartgianato che ha scattato una fotografia di uno dei settori trainanti dell’economia, al fine di fornire uno strumento utile per leggere la realtà che le micro e piccole imprese del settore stanno vivendo.
Una fotografia da cui esce un quadro molto preoccupante. Il comparto delle costruzioni è al palo. Si continuano a registrare per il terzo anno consecutivo, un calo preoccupante di lavoro, fatturato e occupazione, in concomitanza con due fattori aggravanti, la scarsità dei finanziamenti erogati alle imprese e alle famiglie da parte delle banche e i biblici ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione.
“Una crisi finanziaria che è diventata crisi economica prima e crisi dei consumi poi, fermando il mercato immobiliare – sottolinea il segretario provinciale Andrea De Simone – se il privato non investe, il pubblico non aiuta di certo. L’imu che è stata un bagno di sangue per tutti i cittadini è stata una catastrofe per le imprese che hanno dovuto pagare l’imu sulle case invendute, cioè sui loro beni di prioduzione.
L’artigianato, e il settore dell’edilizia in particolare – continua De Simone – è da sempre portatore di valori e competenze che purtroppo si vanno sempre più smarrendo. L’impegno personale, l’assunzione di responsabilità il coinvolgimento diretto anche patrimoniale devono essere valorizzati e posti al pcentro delle politiche pubbliche”.
I numeri che emrgono in questa edizione del rapporto Anaepa Confartigianato appaiono inequivocabili: l’edilizia sta vivendo il suo periodo più difficile. In questo scenario, si vanno tuttavia , rafforzando alcune linee di tendenza da sviluppare per provare a contrastare la crisi.
Innanzitutto, sembra prevalere il passaggio dal costruire al costruito con un attenzione al recupero e al risanamento. La riqualificazione urbana della città diventa un orizzonte possibile dove concentrare risorse e utilizzare la capacità delle imprese artigiane.
Se come si va affermando da più parti, la grande sfida della modernità è un’economia sempre più sostenibile, che guarda all’efficienza e al risparmio energetico, alla riduzione di co2 e a un percorso di qualificazione del sistema produttivo e del patrimonio edilizio esistente, allora il settore delle costruzioni è in grado di assumere un ruolo centrale nelle scelte dei decisori istituzionali.
Per restituire vivacità al settore – conclude De Simone – c’è bisogno di una inversione di tendenza decisa, occorre procedere con interventi diffusi sul territorio, perché senza investimento non può esserci crescita. Gli imprenditori come sempre sono pronti a fare per intero la loro parte”.
Confartigianato Viterbo
