![]() Guido Cianti, sindaco di Sutri |
– “I comuni vanno lasciati liberi di agire”.
Per Guido Cianti, sindaco di Sutri, ci sono troppi limiti che impediscono alle amministrazioni di gestire le risorse per il bene dei singoli comuni. Il patto di stabilità è un assurdità e soprattutto un freno per affrontare bene la crisi.
Quali sono stati gli effetti della crisi nel suo Comune?
“Per adesso non ci sono gravi conseguenze – afferma Cianti -. E’ più lo spettro della crisi che spaventa perché materialmente le persone ancora riescono ad andare avanti. Sono tutti in agitazione per capire quando finirà questo periodo”.
Cosa sta mettendo in campo l’amministrazione per far fronte alle difficoltà economiche?
“Cerchiamo principalmente di mantenere tutti i sevizi in funzione, soprattutto nel sociale in cui cerchiamo di investire il massimo per dare un sostegno concreto”.
Il bilancio ha risentito pesantemente dei tagli dello Stato?
“Certo e tutto ora dipende dall’incasso dell’Imu in cui noi dovremmo recuperare, secondo Monti, le cifre eliminate dallo Stato. Tutto si deciderà a dicembre”.
Che tariffe avete applicato per le imposte?
“L’Imu sulla prima casa è allo 0,38, mentre quella sulle altre abitazioni è stata portata allo 0,88. Abbiamo aumentato l’addizionale comunale dallo 0,2 allo o,4 che è comunque un’aliquota bassa rispetto alla media provinciale. La fascia di esenzione però è passata dai 9 ai 12mila euro”.
Avete adottato altre misure per sopperire alla mancanza dei fondi?
“No. Abbiamo principalmente lavorato sul tributario e sugli immobili. Le tariffe della Tarsu, dell’acqua e della Tosap però non le abbiamo toccate”.
I servizi ne hanno risentito?
“Abbiamo cercato di mantenerli tutti e l’aumento dell’Imu del resto serve proprio a questo. A parità di aliquote altrimenti non avremmo un centesimo”.
La crisi ha portato a un aumento dei casi di povertà?
“In paese ci sono delle situazioni difficili, ma in questo periodo, non sono aumentate. Si tratta per lo più di persone di fascia media che hanno perso lavoro. I residenti in qualche modo riescono a cavarsela anche grazie alle famiglie che hanno alle spalle, mentre i problemi maggiori sono per chi si sposta da fuori e prende le case in affitto non riuscendo poi a mantenersi”.
E come provvede l’amministrazione?
“Potenziando i servizi sociali. Sosteniamo chi è stato sfrattato e stiamo cercando di ristrutturare degli appartamenti per chi non ha la casa. Non diamo la carità, si tratta di uno scambio tra lavoro e servizi alla comunità”.
L’imprenditoria locale come va?
“Le aziende, soprattutto quelle legate all’edilizia, soffrono un po’ come in tutta la provincia. Cosa che invece non accade nel turismo. In questo ambito Sutri si mantiene a un buon livello, specie nel fine settimana”.
Lei su cosa ha deciso di puntare per mettere il suo paese nella condizione di affrontare al meglio la crisi?
“Sutri deve vivere di turismo. Vogliamo valorizzare questo settore a partire dalla promozione del parco archeologico che è un fiore all’occhiello. In questi giorni firmeremo una convenzione con la Sovrintendenza che ci darà la cogestione del parco e in questo modo potremmo occuparcene direttamente. E’ un obiettivo che seguivamo da anni e che finalmente abbiamo raggiunto”.
In cosa sbaglia il governo Monti?
“Secondo me dovrebbe coinvolgere la classe politica che gestirà la situazione dopo di lui. Adesso Monti sta facendo bene perché è lui a decidere, ma quando dovranno farlo i politici rischiamo di aver fatto un lavoro a vuoto”.
Come sindaco di un piccolo comune cosa chiederebbe all’esecutivo?
“I comuni non sono assolutamente liberi di gestire le proprie risorse. Ogni amministrazione ha delle priorità specifiche che deve gestire autonomamente e non in base alle evenienze nazionali. Dovrebbero togliere questo maledetto patto di stabilità che per noi è un’assurdità. I comuni, specie quelli sotto 15mila abitanti, devono essere lasciati liberi di gestire la situazione”.
Paola Pierdomenico
