Riceviamo e pubblichiamo – Forse non sarà il caldo ma comunque il primo cittadino non ha una memoria di ferro. O in alternativa è dato pensare che non legge quello che sottoscrive e questo per chi amministra è ancora più grave. Delle due l’una.
Con la serenità di chi ha a cuore le sorti di Viterbo e il distacco del tempo trascorso siamo costretti a rammentare, potendo darne prova in qualunque momento, che l’accordo prevedeva il subentro in giunta di un assessore della Destra, non sta scritto se interno o esterno, al verificarsi di un allargamento della stessa condizione maturata con l’ingresso di Meroi. Quindi mancato rispetto di un accordo a lungo meditato concordato e poi sottoscritto dallo stesso Marini.
Inoltre, sempre stando a quanto riportato nell’agreement di cui in oggetto un consigliere di amministrazione sarebbe stato indicato da Fiamma tricolore, e anche questo non risulta agli atti.
Altre questioni riguardanti la delega alla sicurezza non sono state considerate. Per cui il sindaco non può dire che rispetta i patti e tiene in considerazione chi lo ha supportato e gli elettori che lo hanno votato non avendo neanche cercato il confronto su quanto da lui sottoscritto.
Ma questa ormai è acqua passata. Ora la necessità è una revisione drammatica delle uscite del bilancio comunale per contenere al massimo la spesa. Se si è stati cicala all’inizio non basta essere formica all’ultimo. E forse su questo un assessore della Destra avrebbe potuto incidere considerevolmente.
Il presente è purtroppo ben evidente ovvero che Marini a forza di promettere, aeroporto, terme, raddoppio cassia, nulla o poco ha dato. Ai cittadini e non solo alle forze politiche.
Se i suoi elettori e, in generale, i suoi concittadini ormai lo considerano un esperienza da dimenticare una ragione ci sarà. Per dovere di cronaca.
Andrea Rocchi

