Riceviamo e pubblichiamo – Buongiorno gentile redazione, vi contatto per raccontare le mie disavventure durante l’acquisto dei biglietti per le tribune di santa Rosa. Il giorno prima leggo il bando nel quale c’era scritto che le prevendite aprivano alle 15, allora la mattina di lunedì 27 agosto, armati di sgabelli, io e altri due miei amici ci siamo messi a fare la fila per ritirare in tutto dodici biglietti.
Appena arrivati sul posto, alle 9 circa, abbiamo trovato un signore che (come ogni anno) scriveva dei numeri su dei semplicissimi fogli di carta, recitando questa frase: “Noi facciamo questi bigliettini ma non è niente di ufficiale, al momento dell’apertura delle porte tutto può succedere“.
Eravamo pochissimi, una ventina massimo, ma io avevo il 75.
Prendo questo fantomatico bigliettino e attendo paziente le 15, sprecando una giornata di lavoro e passando più di due ore sotto il sole cocente d’agosto. Verso mezzogiorno arriva un signore, iniziando a dettare regole. Nel frattempo la piazza si affolla sempre di più. Ormai la distribuzione dei numeri di carta è allo sbando, c’è gente che ne chiede più di uno, una signora vicina a me addirittura se ne prende cinque.
Arrivano le 15 e si aprono le porte, io (nonostante abbia il numero 75, ripeto) sono uno dei primi venti, dato che difendevo il mio posto dalle 9 del mattino, entro la porta e vado verso la biglietteria (come scritto sul bando), ma il signore arrivato alle 12 mi ferma e mi dice che non posso avanzare.
Così mi blocca e mi obbliga a stare fermo fino a che non arriva il mio numero, impedendomi di andare a comprare i biglietti che mi ero meritato, dato che ho fatto tutto senza infrangere nessuna legge e attenendomi a ciò che c’era scritto sul bando.
In poche parole sono stato fermato da una persona che non era dell’organizzazione (essendo una persona qualunque proprio come me), obbligato a rispettare una legge che non esiste, applicata tramite dei fogli di carta con sopra scritto un numero e una specie di firma (che avrei potuto fare tranquillamente anche io) senza nessun timbro ufficiale.
In tutto ciò la cosa che mi ha dato più fastidio è stata che una ragazza dell’associazione responsabile della vendita dei biglietti che stava all’entrata, si era completamente schierata con questo signore che dettava legge nonostante lui non fosse dell’organizzazione… Il tutto logicamente senza nessun addetto alla sicurezza (alla quale mi sarei sicuramente appellato).
Io sono un viterbese doc, prendo i biglietti sulle tribune perché il giorno del trasporto mi faccio tutto il giro delle sette chiese e poi vado al ritiro ai Cappuccini.
Amo Santa Rosa e tutto ciò che ne è di contorno. Ma questi episodi mi fanno veramente schifo. Andiamo avanti così, facendoci le leggi da soli e pretendendo che i cittadini le rispettino.
Detto questo… Evviva Santa Rosa! Evviva!
Marco Bozzi
