Riceviamo e pubblichiamo – Tarquinia, alla foce del fiume Marta un mare di fango in piena estate.
Ancora oggi, a distanza di giorni, sono ancora evidenti i postumi di quanto accaduto il 14 agosto sul litorale provinciale, lungo le spiagge che delimitano il comprensorio turistico di Marina Velca.
Dalla foce del fiume Marta, per alcuni chilometri, questo ambito della costa laziale ha assunto un aspetto orripilante, una estesa striscia di mare dal colore torbido ha lasciato attoniti i turisti che hanno scelto questo sito per trascorrere il Ferragosto.
Le schiumose onde marroni si rifrangono sulla battigia deserta e i bagnanti, rassegnati, allontanano i loro sguardi da quell’immagine inquietante e intollerabile. Proprio così, le acque del fiume, cariche di detriti e fango, hanno inondato la costa, che permane in questo stato ancora oggi.
Siamo nella provincia di Viterbo, una delle più opulente aree del centro Italia per cultura, storia e ambiente. Una territorio che, però, non è in grado di progettare interventi di tutela adeguati per le sue ricchezze. Il patrimonio naturale è in preda all’abbandono e al totale sfacelo! Il lago di Vico, tra i più suggestivi d’Italia, verte in una condizione di inquinamento quasi irreversibile, quello di Bolsena, secondo le ultime rilevazioni di Legambiente Lazio, presenta anch’esso criticità.
Manca una seria programmazione di tutela e di valorizzazione delle aree protette e dei numerosi beni ambientali di cui disponiamo. Ma, d’altro canto, la classe politica che attualmente occupa posizioni di rilievo, in questi territori, si occupa principalmente di beghe interpersonali e sterili, di rimpalli di responsabilità, di scontri frontali, di pettegolezzi da bar su questo piuttosto che su quell’avversario, tirando bordate, spesso scorrette e inopportune, per colpire il “nemico”, senza produrre alcun beneficio per la collettività.
Tutto ciò, oltre ad allontanare sempre più i cittadini dalla politica o meglio da rappresentanti distanti e autoreferenziali, contribuisce a far regredire il potenziale attrattivo di questa terra, dove turisti fiduciosi si risvegliano, una mattina di agosto, davanti a un “mare di fango”.
Simonetta Badini

