– Giulio Marini perde un pezzo, ma non si sposta dalla decisione presa.
La giunta rimane a dieci, con gli assessori che volontariamente rinunciano al proprio compenso. Finora avevano detto sì in sette e la risposta degli altri tre sarebbe arrivata lunedì, ma nel frattempo Massimo Fattorini fa un passo indietro e ci ripensa.
Questione di coerenza con la linea del partito cui di recente è approdato: la Lega federalista, che aveva detto no al taglio dei gettoni per i consiglieri e oggi è contraria al taglio dei compensi per gli assessori.
“Ho detto sì – spiega Fattorini – quando il sindaco ci ha chiesto di rinunciare, ma a mente non ricordavo di quella votazione. E’ ovvio che mi uniformo alla scelta del mio partito. Il compenso poi vedremo, lo darò in beneficenza”.
Di una cosa Fattorini è certo: “Si mette male, per mancanza di certezze, non vedo una linea politica”.
Quella della Lega federalista, sui compensi è una scelta determinata dal fatto che chi ricopre un ruolo, un compenso lo deve percepire, anche se minimo. Sennò la politica diventa per pochi che se lo possono permettere.
Nel frattempo, il sindaco Giulio Marini come ha incassato il sostanziale no dei tre consiglieri della Destra e degli altri tre del nuovo gruppo Alleanza per Viterbo? Loro il bilancio non lo votano se la giunta non cala da dieci a sei. I compensi non c’entrano, il segnale da dare era un altro.
“Nella riunione di maggioranza – spiega Marini – ho preso in considerazione le richieste che mi sono state sottoposte. Mi pare che sotto il profilo economico sono andato ben oltre. Il risparmio è maggiore.
Lunedì predisporrò un emendamento in giunta per per una riduzione dell’aliquota Imu e per la viabilità interna al centro storico”. Nessun’altra concessione.“Non c’è spazio per una partita al rialzo” afferma Marini.
Così corre il rischio di chiudere anticipatamente la sua esperienza amministrativa. Se il bilancio non è approvato, il consiglio comunale si scioglie. “Con la riunione di maggioranza – sottolinea il sindaco – e i provvedimenti successivi, il discorso mi pare chiuso.
Il resto lo vedremo. Abbiamo il 28, 29, 30 agosto, il 6 e 7 settembre per le sedute di consiglio. Se in queste cinque occasioni la maggioranza non c’è, le conseguenze saranno quelle previste”.
Giuseppe Ferlicca

