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“Puntiamo su opere pubbliche e prodotti locali”

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Il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli

Il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli

– Investimenti comunali per le opere pubbliche. Valorizzazione dei prodotti locali. Potenziamento dei servizi.

E’ questa in tre mosse la ricetta del sindaco di Bassano in Teverina, Alessandro Romoli, per permettere al suo paese di affrontare la crisi economica che attanaglia l’Italia.

Gli effetti dei tagli si fanno sentire, ma Bassano regge bene il colpo.

Come sta affrontando la crisi il suo comune?
“Bassano sta vivendo la crisi un po’ come tutto il paese – afferma Romoli -. Le famiglie soffrono soprattutto quelle che già erano in una condizione di precarietà. La priorità ora sono i giovani e quelli che perdono il lavoro a un’età avanzata. L’occupazione è la madre di tutti i problemi”.

Quali sono le conseguenze più evidenti?
“Il nostro paese sente in parte la crisi perché ci sono molti impiegati pubblici. Soffre di più chi viveva di artigianato o di edilizia”.

In questo senso cosa sta facendo l’amministrazione?
“Stiamo intervenendo con un piano di investimenti straordinario di oltre un milione e 600mila euro tra fondi comunali e regionali che da due anni stanno interessano il paese. Sono destinati alla realizzazione di alcune opere e all’ammodernamento di quelle che già esistevano”.

Il bilancio comunale ha subito delle riduzioni da parte dello stato?
“Sì – dice -. Il taglio dei finanziamenti è del 20 per cento in contemporanea con l’abolizione totale del trasferimento Ici sostituito dall’Imu”.

Cosa ha comportato questa mancanza e come avete cercato di tamponare?
“Abbiamo tagliato quanto possibile la spesa corrente e poi abbiamo rinnovato i contratti che l’amministrazione aveva messo in piedi e che erano rimasti in sospeso come, per esempio, quello per l’affitto delle antenne della telefonia mobile. Una soluzione che portato entrate al comune. Abbiamo agito poi sui condoni edilizi che non erano stati controllati, sistemando così le parti amministrative che non erano state portate fa termine”.

I servizi sono garantiti?
“Certo – dice -. Questo è un settore da cui non si può prescindere, perché non dobbiamo pensare che il nostro territorio possa ripartire soltanto dall’edilizia. Ora stiamo iniziando un discorso di promozione con il Borgo. Abbiamo inaugurato la Torre dell’orologio e stipulato una convenzione con la curia per l’apertura di una chiesa del 1200. Stiamo cercando di dare una risposta agli imprenditori agricoli e di conseguenza al territorio con la speranza di trovare i partner privati che ci permettano di rilanciare la microeconomia locale”.

Le famiglie soffrono la crisi?
“In comune ci sono casi di povertà. L’amministrazione quindi ha destinato più fondi di bilancio rispetto allo scorso anno nonostante il taglio regionale al piano di zona. Lo abbiamo potuto fare eliminando i servizi che non avevano più utenza e quindi ragione di esistere. Abbiamo potenziato invece l’assistenza domiciliare per i disabili e per le persone anziane e inoltre, stiamo verificando la possibilità di dare contributi a persone che in cambio possano svolgere lavori per il comune”.

Avete messo in campo altri interventi?
“Sosteniamo le spese mediche delle famiglie che dimostrano davvero di avere un reddito basso. Abbiamo poi richiesto all’istituto delle case popolari di ristrutturare degli alloggi per renderli disponibili e in questo modo già ne abbiamo assegnati tre. Nell’ultimo periodo i casi sono aumentati e non perché cresce la povertà – riflette Romoli -, ma che si modifica la realtà sociale delle famiglie che spendono meno”.

Come è la situazione dell’imprenditoria locale?
“L’edilizia ha retto abbastanza bene la crisi grazie agli investimenti messi in piedi dall’amministrazione comunale. Per quanto riguarda l’agricoltura, invece, abbiamo intenzione di aprire un punto informativo tutti i sabato e le domeniche del mese per valorizzare olio e vino. In questo anche la Regione Lazio ci sta dando una mano”.

Come è la situazione occupazionale dei giovani?
“C’è grande impegno da parte dei nostri ragazzi che spesso si prestano a fare lavori anche desueti. Altri invece studiamo per prepararsi al mondo del lavoro. La situazione è comunque positiva pur con delle criticità”.

L’Italia versa in una condizione critica. Secondo lei il premier Monti sta facendo bene?
“Monti ha ereditato una situazione di estrema difficoltà in cui il paese era davvero sull’orlo del baratro da un punto di vista economico-finanziario e sociale. Il premier deve avere il coraggio di fare una politica più attenta alle classi deboli e poi dovrebbe rinnovare la riforma elettorale per rendere i cittadini partecipi della cosa pubblica. Lo Stato deve essere meno regolatore e più propulsore di iniziative”.

Come sindaco di un piccolo Comune cosa intenderebbe chiedere al governo?
“Uno snellimento dell’apparato burocratico e la possibilità per noi di agire direttamente per esempio sugli affidamenti, i lavori e la progettazione del territorio. In questi casi la procedure di Roma sono le stesse di Bassano in Teverina. Per me, invece, si devono individuare nuove norme che favoriscano una sburocratizzazione dello Stato per essere più veloci e in linea con i tempi. Così invece rimaniamo indietro a causa dei vecchi schemi che oggigiorno non hanno più ragione di esistere”.

Paola Pierdomenico


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