– Raul Poleggi, un valleranese doc, che da qualche anno, ne ha ottantasei, sta scrivendo le sue memorie. Siamo già arrivati a otto volumetti dattiloscritti, arricchiti da foto d’epoca, schemi e alberi genealogici di famiglie importanti.
Il suo trisavolo, era Costanzo Janni, Generale di Brigata dello Stato Pontificio, Pio IX papa, che combatté il brigantaggio nel viterbese, il cui figlio Giuseppe ebbe in sposa Teresa, a sua volta nipote del poeta romano Gioacchino Belli, madre del pittore e letterato Guglielmo Janni 1892 – 1968, che ha soggiornato nella casa accanto alla chiesa di San Vittore, delle avanguardie pittoriche tra le varie importanti mostre tenne una sua prima personale del 1936 alla Galleria della Cometa a Roma con la presentazione del catalogo da parte del poeta Giuseppe Ungaretti.
Una crisi esistenziale lo porta, dopo aver prodotto più di duecento opere, a rinunciare alla pittura e a dedicarsi agli inediti di Gioacchino Belli.
Negli otto libelli sono raccolti in ordine di uscita i Ricordi del tempo di guerra, Ricordi della prima età, Altri ricordi di gioventù, I ricordi non finiscono mai, Notizie varie e curiosità, Tanti altri ricordi, e tante altre reminiscenze in due supplementi di altrettante integrazioni.
I ricordi hanno inizio con l’elenco dei compagni di scuola con i loro soprannomi per identificarli meglio, orami quasi tutti morti; con la figura dei suoi genitori, il padre Lorenzo rimasto orfano di padre a soli dodici anni. A ventitré anni emigra in America, la Merica come alcuni dicevano, insieme ad altri valleranesi, tornò nel 1919 e con i risparmi, nel 1920 sposa Novelia.
Interessanti si rivelano i suoi ricordi, che mettono in luce i cambiamenti subiti dal nostro paese, la localizzazione dei negozi, uffici, per esempio quella dell’ufficio postale, e delle varie mansioni come quella del portalettere Giovanni detto “bustino” che ritirava anche i giornali alla stazione della ferrovia e li portava al giornalaio, tra i quotidiani c’era il Piccolo, Il Littorale (sportivo), la Tribuna Illustrata e il Marc’Aurelio di satira pungente.
La Settimana Enigmistica dopo la guerra fece la comparsa a Vignanello. Il cinema inaugurato a Vallerano nel 1949 era in viale Trieste, i film si proiettavano il sabato sera o la domenica pomeriggio, il biglietto costava sessanta centesimi.
Rare erano, per mancanza di mezzi di trasporto, le gite dei Valleranesi, si andava a piedi al Crocefisso o a Sant’Eutizio. La Poggiata, il martedì di Pasqua, era sempre sui castagni della Salita. Don Secondo, il parroco una volta all’età di dieci anni, racconta l’autore, ci portò al convento dei frati sulla Palanzana sui Monti Cimini.
Una nota di colore che soddisfa la curiosità di molti lettori sono i mestieri oramai del tutto scomparsi, il fabbro ferraio che tosava gli animali e provvedeva alla ferratura, il bottaro o bigonzaro per le botti per il vino per i numerosi vigneti oggi sostituiti dalle nocchie, il “facocchio” che costruiva carretti, poi quelli ancora più umili come l’ombrellaio o l’arrotino che venivano a domicilio, come lo spazzacamino e la lavandaia.
I ricordi del tempo di guerra meriterebbero un lungo approfondimento, faccio solo menzione di alcuni capitoletti: i “Tedeschi a Vallerano”, la “caduta di Mussolini”, che il 28 ottobre del ’32 aveva inaugurato la ferrovia Roma Nord. E ancora la “partenza dei Tedeschi” il 5 giugno del ’44, nel pomeriggio poiché si era sparsa la voce che gli Anglo Americani erano entrati in Roma”. “L’arrivo delle truppe alleate” a Vallerano il 9 giugno dello stesso anno.
Molti altri momenti della vita del paese riaffiorano in primis “la Festa del patrono San Vittore” “L’albero della cuccagna e la corsa delle pignatte” i vari luoghi con la loro storia “Il campanile dell’Oratorio” “ Le Colonnette e il Muraglione” “La Chiesola” “La cascatella delle Ferriere” “La Piazza di Vallerano”.
La storia della “ Tranvia Roma – Civita Castellana – Viterbo” venne “aperta a tratte, dapprima solo la Roma – Civita, poi Fabrica – Vignanello, e infine Soriano – Viterbo nell’ottobre 1913, rimase in esercizio fino all’aprile 1932”. Chi doveva partire, prima che costruissero questa Tranvia, con una carrozza, arrivava a Gallese e lì prendeva il treno delle Ferrovie dello Stato.
E ancora nei ricordi le istruzioni per un piatto tipico “Le fricciolose ” “il Dialetto valleranese” “Verbi e vocaboli più comunemente in uso” “ Modi di dire” e infine le pagine divertentissime di elenchi che riguardano i “I soprannomi”.
La serata avrà luogo il 22 agosto alle 21,30 nella piazzetta dell’0ratorio a Vallerano con la presenza dell’autore.
Massimo Fornicoli
