Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile redazione, ho seguito in questi giorni le vicende del sindaco Marini e della sua giunta, prestando molta attenzione ai commenti lasciati dai miei concittadini.
Premetto che con il mio voto ho contribuito all’elezione di questi amministratori e per questo non trascorro giorno senza fare opera di pentimento.
Questa mia ammissione di responsabilità e i commenti a volte feroci di molti lettori che vorrebbero tutto e il contrario di tutto, senza spendere e senza rinunciare a nulla, mi hanno spinto a pormi una domanda: e se fossi sindaco?
Ho provato a elencare i primi provvedimenti che prenderei in ordine di priorità e senza soldi in cassa.
– sporcizia e incuria: molta della sporcizia e dell’incuria in cui versa la città non è colpa degli amministratori, ma dei cittadini stessi che approfittano della mancanza di sorveglianza e soprattutto di sanzioni adeguate. Se fossi sindaco troverei il modo di impiegare personale idoneo da prendere proprio tra gli impiegati del comune.
Per combattere il fenomeno mi piacerebbe inoltre istituire una sorta di bonus-malus sulla Tarsu. Il malus andrebbe applicato, in aggiunta alla sanzione, a chi viene preso a sporcare, il bonus a chi individua e denuncia gli zozzoni.
– traffico: molti dei problemi del traffico viterbese sono legati alla maleducazione stradale di molti automobilisti. Se fossi sindaco provvederei ad arruolare un certo numero di ausiliari del traffico, magari tra carabinieri e poliziotti in pensione, ai quali non pagherei nulla, ma assicurerei uno sconto sull’Imu o sull’ipef comunale in percentuale alle ore di volontariato e dell’efficacia del lavoro svolto.
– centro storico: nell’impossibilità di chiudere immediatamente e totalmente il centro storico per ridurre drasticamente i disagi per che vuol fare una passeggiata o per i residenti, istituirei immediatamente il parcheggio a pagamento in ogni spazio entro le mura (residenti esclusi) e una tassa di accesso al centro storico (residenti esclusi). I proventi di queste due iniziative pagherebbero l’istallazione dei pochi varchi varchi elettronici necessari (uno per ciascuna porta).
La creazione di parcheggi sotterranei o a silo deve avvenire come in altre città italiane garantendo alla ditta privata che si aggiudica l’appalto e lo sfruttamento del parcheggio. Nell’immediato riterrei opportuno liberare il parcheggio del Sacrario e destinare quello spazio a verde pubblico (il costo di questa operazione verrebbe assorbito in ampia parte dando in concessione alcune aree a qualche bar, gelateria o ristorante) e trasferire il parcheggio a Pratogiardino a costo zero e senza dover abbattere alberi o murare la fontana.
– recupero delle fontane e dei monumenti: la strada da seguire è quella aperta dalla capitale, cercando finanziamenti privati in cambio di spazi pubblicitari o agevolazioni fiscali alle aziende che si assumono l’onere.
– turismo: Viterbo ha un disperato bisogno di attirare turisti. Il mezzo migliore per farsi conoscere è internet. Aggiornare e modernizzare il sito della città, offrire idee e manifestazioni, momenti di incontro visite guidate ecc, deve essere fatto usufruendo delle idee e delle capacità dei cittadini che saranno ricompensati attraverso borse di studio, premi in denaro, stage, agevolazioni fiscali ecc. sovvenzionati da tutti coloro che dal maggiore afflusso di turisti ne ricaveranno un benefit.
– abolizioni immediata del gettone di presenza per i politici del comune. Al suo posto deve essere istituito un “gettone di assenza”. Ossia a ogni assenza deve essere decurtato in proporzione lo stipendio.
– abolizione di auto blu, cellulari di servizio e privilegi di ogni tipo. Il comune deve avere un numero di autovetture e di telefoni di servizio minimo per assicurare le proprie necessità di movimento e comunicazione senza nessuna assegnazione a incarico.
A chi troverà ridicole o inattuabili le mie idee posso solo dire che le ho viste funzionare altrove e con somma soddisfazione dei cittadini.
Piersilvio Dardo
