(s.m.) – “Solo una persona accusa Camilli. Ma non è credibile, si contraddice e aveva tutto l’interesse a scaricare su altri la colpa della combine, per beneficiare di sconti di pena per la sua collaborazione”.
La difesa di Piero Camilli è un attacco frontale ad Andrea Iaconi. Il patron del Grosseto calcio, presidente del consiglio provinciale e sindaco di Grotte di Castro ha rimandato al mittente le accuse su un suo coinvolgimento nella combine Ancona-Grosseto.
Per la vicenda calcioscommesse, la giustizia sportiva ha condannato Camilli in primo grado a cinque anni di squalifica con retrocessione della sua squadra in Lega Pro. L’occasione di ribaltare quella sentenza, per i suoi avvocati Enrico Valentini, Pierfrancesco Bruno e Mattia Grassani è arrivata ieri, quando, nell’aula gremita dell’ex ostello della gioventù del Foro italico, il pool di difensori ha discusso il “reclamo”, l’equivalente del ricorso in appello della giustizia ordinaria.
Il solo a puntare il dito contro Camilli era stato Iaconi, ex direttore sportivo del Grosseto, condannato in appello a tre anni e nove mesi di squalifica proprio per quel match truccato. Ma ai difensori del presidente del Grosseto, i conti non tornano.
Perché, nel suo primo interrogatorio del marzo scorso, Iaconi non ha tirato in ballo la società? E perché, invece, tornato dai magistrati a giugno, ha raccontato che Camilli era al corrente della combine? E’ una giravolta non di poco conto, per gli avvocati di Camilli. Eppure è su quella giravolta che si fondano i cinque anni di squalifica del presidente, condannato per aver preso parte, secondo i giudici, a una prima fase della trattativa, quando il Grosseto cercava di strappare la vittoria. L’accordo, invece, sfumò e si decise per il pareggio. Ma la seconda e ultima fase della combine sarebbe stata un affare tra calciatori, concluso negli spogliatoi.
La difesa Camilli ha chiesto il proscioglimento del patron del Grosseto.
Una trentina le posizioni al vaglio della Corte federale di giustizia che, durante l’udienza fiume di ieri, ha avuto modo di ascoltare i legali di tutti i tesserati coinvolti nel filone di indagine sul calcioscommesse partito da Cremona. Oggi sarà la volta degli imputati del filone barese, tra i quali spicca il calciatore viterbese della Juventus Leonardo Bonucci.
